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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Zen / San Filippo Neri

Anche lo Zen ricorda Aldo Naro: "Siamo persone, non bestie"

Si partirà dalla Chiesa di San Filippo Neri, per giungere davanti ai locali del Goa, il luogo in cui è avvenuta l'efferata violenza. Gianni Dragna: "Dopo giorni di dolore e sofferenza, scenderemo in piazza per far capire che anche qui c'è gente perbene"

Per l'opinione pubblica non ci sono dubbi. C'è chi sui social network li ha apostrofati come "bestie", chi scrive che non bisogna meravigliarsi se il colpevole sia realmente il diciassettenne che si è costituito, confessando l'omicidio del giovane Aldo Naro, perché si tratta di un minorenne del quartiere Zen. Per questo gli abitanti del quartiere hanno deciso di manifestare il proprio sdegno per quanto successo organizzando una fiaccolata domani sera (venerdì 20 febbraio).

"Il ragazzo dello Zen", così è ormai noto a tutti. Che, poi, il nome ufficiale della zona sia San Filippo Neri, e che sia diviso in Zen 1 e Zen 2, ai più non importa. Tutto il quartiere, dopo quella terribile notte alla discoteca Goa, è stato messo alla forca. "In questo modo ne parlano i giornali - dice Emanuela Firetto, dell'associazione Sorridere insieme onlus - continuando a condannare centinaia di persone che vorrebbero risollevarsi e togliere via quell'etichetta". 

Dopo il corteo di ieri (GUARDA IL VIDEO), che si è mosso dal Massimo e che ha visto migliaia di giovani e adulti - insieme alle istituzioni - stringersi intorno al dolore dei genitori di Aldo, anche i residenti del quartiere organizzeranno un corteo per dire "no" a ogni forma di violenza e ricordare dottore morto al Goa durante una festa in maschera. Il serpentone partirà alle ore 21 dalla Chieda di San Filippo Neri e, tra fiaccole e striscioni, arriverà davanti ai locali della discoteca.

"Dopo giorni di dolore e sofferenza per la vicenda di Aldo Naro - scrive il consigliere della Settima circoscrizione, Gianni Dragna - tanti cittadini mi hanno cercato per organizzare qualcosa per ricordare questo bravo ragazzo. La fiaccolata di domani sarà aperta a tutta la cittadinanza per dimostrare che lo Zen è fatto anche da gente perbene". Patrizia, tra le promotrici dell'evento, invece afferma: "Noi, abitanti del quartiere, non c'entriamo nulla con la morte di Aldo Naro. Siamo mamme e sappiamo bene che tragedia è questa. Poteva essere nostro figlio. Siamo tutti dispiaciuti ed è giusto che il colpevole paghi. Così pure noi dello Zen vogliamo scenderemo in piazza per dire che anche 'noi siamo Aldo Naro'"

Non ci sta neanche Eduardo De Filippis, consigliere della Settima. "Anche in altre zone della città, dell'Europa, del mondo intero - commenta - risiedono delinquenti, belve umane. Palermo è fatta da tantissimi ragazzi che studiano, che lavorano dignitosamente, che hanno dei principi morali, dei valori importanti, ma chiaramente come ogni città esistono gli 'errori'. Credo che l'unico esame che va fatto, deve essere quello all'essere umano. Spero che la vicenda Naro, possa essere utile, possa svegliare le coscienze di tanti ragazzi che oggi facilmente scrivono sentenze sui social, ma domani, ahimè, forse scorderanno l'accaduto". 

A condannare l'accanimento mediatico nei confronti del quartiere, anche Antony Passalacqua, di Mobilita Palermo. "L'assassino di Aldo Naro è stato consegnato alla legge. Adesso - sottolinea - si auspica una pena esemplare, affinché il carcere possa rieducarlo e riconsegnare alla società civile un'altra persona. Ma trovo disgustosi i commenti dei soliti populisti che vorrebbero truppe armate allo Zen, come se fosse uno stato autonomo ribelle, col solo scopo di aumentare la paura e arricchire il proprio tornaconto elettorale. Zen non è sinonimo di delinquenza e malavita ma è Palermo, fatto anche di gente perbene che porta avanti con dignità il proprio lavoro. E se abbiamo ghettizzato quell'area, è solo colpa nostra". 

Intanto su Facebook aumentano le partecipazioni all'evento sulla fiaccolata di domani. C'è chi chiede di portare candele e striscioni, chi si augura che alla fiaccolata partecipino solo abitanti della zona "per capire meglio che livello di partecipazione e sensibilità c'è al problema". C'è chi ha già donato, come Dolce Invidia Invidia, 110 palloncini, tanti quanti il voto di Laurea di Aldo Naro. "Dobbiamo essere in molti - aggiunge Patrizia - per far capire che non siamo solo bravi a commentare e attaccare chi butta 'fango' contro lo Zen". "Ogni quartiere è misto - dice dal canto suo, Rosy - non fate di tutta l'erba un fascio". 

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