Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Ecco la “festa dei morti” fra pupaccena e frutta di martorana

Quella del due novembre è una vera e propria festa per i bambini delle famiglie più legate alla tradizione siciliana. Vi proponiamo un breve percorso fra le golosità della pasticceria siciliana e non solo…

La frutta di martorana (repertorio)

C’era una volta (e in alcune case più attaccate alla tradizione c’è ancora) la festa dei morti…

Una delle più importanti tradizioni palermitane fatta di golosità e di religiosità, una festa all’insegna del ricordo degli antichi defunti che portano in dono ai bambini dolci e giocattoli. I doni “nascosti” dai morti vanno cercati, come in una vera e propria caccia al tesoro, il mattino del due novembre e guai a chi osa svegliarsi nella notte per cercare prima del tempo. La pena è una “grattatina di piedi”. 

La festa ha probabilmente un’origine collegata al banchetto funebre e agli antichi culti pagani. Sulla tavola la mattina della Commemorazione dei defunti campeggia il "Cannistru", pieno di frutta fresca, secca e di martorana fatta con pasta di mandorle e poi dipinta con colori naturali insieme a dolci biscotti e goloserie. Celebri "i pupi ri zuccaru" detti Pupaccena, statuette cave fatte di zucchero indurite e dipinte con colori leggeri e che rappresentano varie figure tradizionali fra cui paladini, ballerini ed altri personaggi del mondo infantile. Fra i biscotti ci sono le "ossa ri mortu" biscotti in due strati, quello inferiore molto croccante e duro fatto di zucchero caramellato e quello superiore bianchissimo fatto di farina.

Infine come spuntino mattino si impone la  "muffuletta" calda, ideale se appena sfornata con poca mollica e la "conza" fatta con olio, acciuga, origano, sale e pepe con la variante del pomodoro fresco e del caciocavallo.

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