Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Tribunali-Castellammare

Le donne della Kalsa occupano l'assessorato ai Servizi sociali: "Senza diritti non c'è emancipazione"

La protesta simbolica in via Garibaldi da parte di un gruppo che vive nell'ex convento di Santa Maria della Pietà. Ma per l'assessore Pennino "nessuna occupazione era in atto: è molto triste che qualcuno abbia rappresentato questa storia umana per farmi male"

Occupazione simbolica dell'assessorato comunale ai Servizi sociali, in via Garibaldi, da parte di un gruppo di donne della Kalsa per chiedere garanzie sulla situazione abitative delle famiglie che vivono nell'ex convento di Santa Maria della Pietàché: "Senza giustizia sociale - dicono - non c'è emancipazione per le donne".

Da nove anni, quindici nuclei familiari, inseriti nella graduatoria per l'emergenza abitativa, abitano gli spazi del convento che hanno ristrutturato con la pratica dell'autorecupero. Questa esperienza oggi è sotto attacco per la continua minaccia di sgombero imminente. 

protesta donne kalsa-2

"In una fase storica - affermano - in cui la disoccupazione cresce, il carovita aumenta e i continui tagli ai servizi e alle misure di sostegno (come il reddito di cittadinanza) rendono sempre più precarie e difficili la vita di intere famiglie sotto la soglia di povertà, le donnne chiedono l'immediato blocco degli sfratti, lo scorrimento della graduatoria di emergenza abitativa e l'istituzione di un tavolo di emergenza sui temi del diritto all'abitare e al lavoro che si occupi anche di regolarizzare esperienze di autorecupero di immobili abbandonati già in atto".

"L'emergenza abitativa nella nostra città affonda le radici in politiche decennali di abbandono e di invisibilizzazione degli ultimi. Pretendiamo - dicono ancora - che vengano messe in atto dalle istituzioni strategie reali che affrontano la questione in termini strutturali e non solo di emergenza. Come donne abbiamo deciso di passare la giornata dell'8 marzo con un'azione di lotta per ribadire che non può esistere emancipazione per le donne senza giustizia sociale. Il diritto alla casa e al reddito di autodeterminazione - concludono - è una condizione essenziale per la libertà delle donne, per l'uscita da situazioni di dipendenza e di violenza".

"Apprendo dalla Digos e dalla stampa l'occupazione, con tanto di foto, bandiere e sigle sindacali, dell'assessorato" scrive su Facebook Rosi Pennino, esponente della Giunta Lagalla, che chiarisce: "Nessuna occupazione era in atto presso la sede delle Attività sociali. Le signore, che conosco e con le quali ho un buonissimo rapporto non sapevano neppure di essere sui giornali. Chiaramente appena arrivata, le ho ricevute ed affrontato i problemi, che tra l'altro non riguardavano il tema dello sfratto. E' molto triste, da parte di chi lo ha fatto, aver rappresentato questa storia umana per strappare un titolo che possa far male all'assessore di turno. La mia serenità resta nella felicità immensa, di aver aiutato queste donne con gli strumenti a disposizione. Oggi 8 marzo parliamo di diritti, donne, bisogni, reti e servizi... facciamolo tutti uniti per una volta, perché la vera missione di chi si vuole occupare di sociale è questa: fare le cose".

Articolo aggiornato alle 19,12 dell'8 marzo 2023 con precisazione assessore Pennino

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