No alla violenza, sì ai diritti: anche le studentesse incrociano le braccia

Non solo corteo in centro stamattina, lezioni interrotte in diverse università e scuole. E' tempo di scioperare contro la precarietà e le discriminazioni. Appuntamento a piazza Verdi alle 17.30 per la mobilitazione globale

Le donne incrociano le braccia per un giorno e alzano la testa. Smettono di lavorare, a casa e in ufficio, e anche di studiare e scendono in piazza in nome dei diritti. Stamattina oltre al corteo delle precarie in centro, anche le studentesse dell'Assemblea contro la violenza maschile hanno interrotto le lezioni, nelle scuole e nelle università, e hanno calato dalle finestre di alcuni istituti (tra questi i licei Benedetto Croce di Palermo e l'Ernesto Basile di Monreale) degli striscioni che invitano a partecipare alla mobilitazione in programma a piazza Verdi alle 17.30.

Una manifestazione che si pone in perfetta linea di continuità con lo sciopero globale indetto dalla piattaforma “Non una di meno” e che vede le donne sottrarsi ai cicli produttivi e riproduttivi e scioperare in ben 49 paesi del mondo. "Se le nostre vite non valgono, allora scioperiamo!", uno degli slogan che riassume la chiara  presa di posizione delle donne rispetto alla loro condizione all'interno di un sistema fortemente ancorato a valori patriarcali. 

"I sempre più frequenti fatti di cronaca - spiegano le studentesse dell'Assemblea contro la violenza maschile - che narrano di delitti definiti peraltro 'passionali' sono solo l'effetto più noto, perché estremo e spettacolare, della violenza che ogni giorno è inferta sulle donne e che è avallata, nonché perpetrata, dal sistema vigente in ogni suo ambito. La violenza sulle donne è una condizione sistemica e strutturale che esige ancora molto lavoro per la sua destrutturazione poiché parte del nostro modello sociale, di interazione, di regole secolari, di ruoli è immutato". 

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Una generale presa di coscienza rispetto all'importanza e al valore della lotta e dello strumento dello sciopero per il cambiamento dello status quo. La possibilità di scendere in piazza è stata conquistata con la lotta contro chi con arroganza considerava le donne angeli del focolare o oggetti, contro chi voleva decidere in quanto uomo che posto dare alle donne nel mondo. Le studentesse dell'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne scenderemo in piazza per ricordare che l'8 marzo è e deve essere una giornata di lotta. 

Il corteo. Appuntamento a piazza Verdi. Da lì il corteo proseguirà con una piazza tematica in piazza Pretoria dove si svolgeranno concerti, letture, performance e la video proiezione de "Le Invisibili" sulla manifestazione nazionale del 26 novembre a Roma.

"Oggi sciopereremo per resistere al ricatto della precarietà - afferma Maria, membro dell'assemblea - non siamo più disposte ad accettare salari da fame ed esigiamo un welfare per tutte e tutti organizzato a partire dai bisogni delle donne, che ci liberi dall’obbligo di lavorare sempre di più e più intensamente per riprodurre le nostre vite. Sciopereremo contro le discriminazioni, continuamente subite, nei posti di lavoro proprio perché veniamo concepite come sesso debole. Sciopereremo contro i continui attacchi alla legge 194 perché vogliamo l’aborto libero, sicuro, gratuito e l’abolizione dell’obiezione di coscienza,sciopereremo dunque contro la violenza ostetrica, per il pieno accesso alla Ru486. Sciopereremo affinché l’educazione alle differenze sia praticata dall’asilo nido all’università, non ci interessa una generica promozione delle pari opportunità, ma coltivare un sapere critico verso le relazioni di potere fra i generi e verso i modelli stereotipati di femminilità e maschilità, ricordiamo che il sistema educativo della “Buona Scuola” (legge 107) distrugge la possibilità che la scuola sia un laboratorio di cittadinanza capace di educare persone libere, felici e autodeterminate”.

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