Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Festa interrotta dalla guardia di finanza, la replica di "Casa Cuba"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In questi giorni sono apparsi numerosi articoli e commenti aventi ad oggetto l’evento celebrato a Casa Cuba la sera tra il 17 ed il 18 agosto 2021. Le notizie diffuse dai media – a dispetto delle più basilari regole etiche e di buona informazione – sono state tratte da fonti uniche ed – evidentemente – non verificate fornendo così alla platea di lettori una visione parziale e “preconfezionata” del fatto che si intendeva “narrare”. Una narrazione orientata ad un approccio descrittivo che consentisse considerazioni giornalistiche lesive dell’immagine della Struttura e tese a “fomentare” i lettori contro la “sconsideratezza” di “eventi illegali” forieri di “pericolo per la salute pubblica”.

Ciò – duole evidenziare – avviene in un contesto in cui i mezzi di informazione (solo quando era “inevitabile”) hanno finalmente dato spazio anche alla narrativa di eventi come quello avvenuto in provincia di Viterbo dove circa 10.000 persone – a dispetto di ogni regola e Legge – all’interno di un’area privata hanno dato vita ad un Rave party senza alcuna forma di controllo da parte delle FFOO e delle territoriali Prefetture registrando – oltre numerosi ricoveri per coma etilico e la morte di diversi cani territoriali - anche un decesso per annegamento.

Lo Stato, in quella circostanza, è intervenuto dopo giorni e spinto dalla forte pressione sociale quando gran parte dei reati erano stati consumati e gli esiti infausti già prodotti. L’evento organizzato a “Casa Cuba” era un conviviale della comunità Lgbt celebrato nel massimo rispetto di ogni e qualsiasi regola a tutela della salute pubblica contrattualizzando analiticamente modalità e procedure di svolgimento dell’evento così da garantire ogni livello di tutela sanitaria. I circa 284 partecipanti erano tutti rigorosamente censiti anzitempo e muniti di green pass o tampone non più risalente di 48 ore in perfetta armonia con il disposto di cui all’articolo 5 comma 4 del cdd Decreto Riaperture (22 aprile 2021, n. 52 convertito nella Legge 17 giugno 2021, n. 87).

Il locale, con enormi spazi all’aperto, regolarmente munito di perizia tecnica – redatta nel rispetto delle linee guida anticontagio – può legittimamente contenere una capienza di ben 1000 avventori ridotti al 50% ovvero a 500nel pieno ed assoluto rispetto del dovuto distanziamento sociale. Quindi – a dispetto della distorsione informativa veicolata come un tamtam in rete e sui media “cavalcando” notizie diverse per natura e contenuti – un evento (come pochi in questo periodo) in un locale certificato, idoneo allo scopo, con partecipanti ai due terzi della capienza massima, rigorosamente muniti di green pass.

Uniche circostanze “contestate” – il cui reale disvalore giuridico deve essere ancora vagliato – sono la presenza di circa 80 persone (tutte vaccinate o tamponate) intente a “danzare” (circostanza rappresentata come un “crimine”) ed il fatto che un’avventrice stesse fumandosi una “canna” e forse qualcun altro – all’esterno – facesse la stessa cosa. Infatti la perquisizione avvenuta all’interno dei locali effettuata con l’ausilio di cane antidroga dava esito negativo. Il rapporto con il numero di persone “racconta” uno scenario distante anni luce da quello veicolato a mezzo degli articoli in commento. Ovvero che lo 0,3 % dei partecipanti stava facendo uso di droghe leggere (un terzo di uno su 100!) e che il 25 % dei possessori di green pass aveva deciso di commettere il gravissimo crimine di dare spazio alla propria allegria agitando il corpo e gli arti a ritmo di musica.

Non è tanto (o soltanto) la lesione dell’immagine della scrivente società ma il dispiacere per un periodo della storia di questo paese che sembra offrire scenari sempre più bui, poco attenti ai diritti e protesi ad un giudizio da “social network” animato dalle emozioni del momento o – peggio – al compiacimento di un “regime” (sociale prima che giuridico) incurante della Costituzione e dei Diritti Fondamentali faticosamente conquistati dopo la mortificazione delle libertà individuali e collettive sofferte a metà del secolo scorso.

Questa Associazione, già ampiamente schierata contro ogni forma di illegalità e di “cultura mafiosa” (come quando non ha esitato a denunziare i tentativi di estorsione subiti per il servizio di security) e costantemente impegnata nel contrasto e la lotta alla tossicodipendenze, attenta alle regole – anche quando non condivisibili o distoniche con diritti costituzionali – non può quindi tollerare che (distorcendo la “notizia”, senza verificarla e senza sentire tutti gli interlocutori) venga offerto ai lettori un “piatto precotto” confezionato al fine di raggiungere un determinato “scopo informativo” (al prezzo dell’altrui reputazione ed immagine) allontanandosi così anni luce dal fatto storico che si dovrebbe rappresentare senza edulcorazioni. E ciò a non voler considerare il danno per la comunità LGBT che ha agito in piena assonanza con la normativa vigente ed in concerto con la Struttura convergendo gli sforzi affinché NESSUNO vi facesse accesso se non munito delle Certificazioni Sanitarie volute dalla Legge.

Posta la superiore precisazione - e nel rilevare che si è già conferito mandato all’Avv. Andrea Dell’Aira affinché proceda contro ogni violazione del doveroso e dovuto diritto di replica – si ritiene di concludere questo comunicato con un Augurio. L’Augurio a che lo Stato di Diritto, così faticosamente conquistato da millenni e conservato nei secoli, continui ad essere motivo di orgoglio di questo meraviglioso Paese in cui ogni cittadino può sentirsi al sicuro e serbare la certezza che la Legge – uguale per tutti – sia strenuamente difesa dalle Istituzioni nel senso e secondo le prerogative che la meravigliosa Costituzione della Repubblica magistralmente riporta.

La precisazione della redazione

La redazione di PalermoToday precisa che la fonte della notizia è un comunicato (con video allegato) inviato dalla guardia di finanza.
 

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