Cittadinanza onoraria a Ferzan Ӧzpetek, Orlando: "Nei suoi film storie di grande umanità"

Il regista ha scelto il Sud d'Italia e Palermo come luogo in cui ambientare il suo prossimo film. Il sindaco lo ha ringraziato "per la sensibilità e l'attenzione ai più fragili: ha condiviso il nostro impegno per i diritti"

Il regista Ӧzpetek con il sindaco Orlando

Il regista e sceneggiatore Ferzan Ӧzpetek da oggi è cittadino palermitano. Il sindaco Leoluca Orlando gli ha conferito la cittadinanza onoraria per "avere raccontato attraverso le sue produzioni cinematografiche e i suoi scritti, l’amore, indagando in profondità nell'interiorità di un’umanità meravigliosa, variegata ed estrosa, rappresentandone sentimenti, passioni, segreti, eros, legami di amicizia, affetti familiari, spiritualità".

Orlando ha ringraziato Ӧzpetek "per la sensibilità e l'attenzione ai più fragili, per aver saputo raccontare con delicatezza e passione storie di grande umanità e per aver scelto il Sud d'Italia e Palermo come luogo in cui ambientare il suo prossimo film, segno di attenzione e condivisione per il nostro impegno per i diritti di tutti e di tutte". La cerimonia di conferimento della cittadinanza è avvenuta nella Sala delle Capriate dello Steri, poco dopo la consegna al resgista turco naturalizzato italiano della laurea honoris causa in “Scienze dello Spettacolo”. Per l'occasione, Özpetek ha anche tenuto una lectio magistralis.

Nella motivazione del riconoscimento si sottolinea come il regista abbia "scrutato le ferite dell’anima, talvolta causate da disprezzo e da discriminazioni, le gioie e i drammi di personaggi ordinari e straordinari, rappresentativi di uomini e donne odierni, di vite spesso vissute al confine, tra un paese e l’altro, tra un’identità e l’altra, in cui dimora la nostalgia, la memoria di un passato inciso nell'intimo". 

Ha colto il "cammmino di 'leggerezza' della nostra città dopo anni di soffocante 'pesantezza', di una 'leggerezza' che è caratteristica di valori forti in alternativa alla “pesantezza” di valori disumani e deboli". E ancora ha "mostrato la ricchezza e la bellezza delle diversità, delle contaminazioni culturali e religiose, della mescolanza di prospettive differenti che si incontrano, attraverso una visione aperta delle cose, del mondo, delle persone, cogliendo l’importanza della condivisione nei rapporti interpersonali, superando ruoli e differenze sociali, al fine di impedire che le diversità divengano diseguaglianze".  

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Ӧzpetek viene definito "simbolo dell’uomo contemporaneo, persona migrante, persona senza frontiere, persona del Mediterraneo, persona libera dentro e fuori, nata in quella che fu l’antica Bisanzio, la Nova Roma di Costantino, maturata e cresciuta nella Roma d’Occidente, persona nella cui esistenza si intrecciano e si fondono le radici di due civiltà, producendo un unicum intellettuale". 

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