Cronaca

Alan Kurdi, nave in fermo amministrativo: "Rischi per la sicurezza a bordo"

La guardia costiera ha sottoposto a ispezione l'imbarcazione della ong tedesca che nelle scorse settimane ha soccorso centinaia di migranti nel Mediterraneo. Per tornare in mare dovranno prima essere eliminati i problemi tecnici riscontrati

La Alan Kurdi resterà ormeggiata al porto di Palermo sino a quando non verrano eliminati alcuni problemi tecnici che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dell’equipaggio o di chiunque vi salga a bordo. Gli ispettori della guardia costiera specializzati in navigazione hanno sottoposto a controlli la nave della ong tedesca che nelle scorse settimane ha soccorso oltre un centinaio di migranti nel Mediterraneo, poi trasferiti sulla Rubattino per il periodo di quarantena.

L’ispezione è stata eseguita per verificare il rispetto delle norme di sicurezza della navigazione e per la tutela dell’ambiente. L’unità navale si trova ormeggiata al porto di Palermo dopo lo sbarco, concluso nella tarda serata di lunedì, dei 183 migranti soccorsi dalla Alan Kurdi e della Aita Mari, l’imbarcazione della ong spagnola. Tra questi 33 minori e 2 donne che, insieme al resto dei passeggeri, sono stati accompagnati e smistati in varie strutture su disposizione del ministero dell’Interno.

La nave resterà dunque sottoposta a fermo amministrativo fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva ma per alcune di esse sarà necessario l’intervento dello stato di bandiera, la Germania, che ha la responsabilità della conformità della nave rispetto alle convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile in materia di sicurezza della navigazione e tutela ambientale.

“Il comando generale del corpo delle capitanerie di porto-guardia costiera - fanno sapere - ha da tempo avviato un dialogo con gli stati di bandiera delle navi ong affinché fossero identificati e attuati i requisiti di sicurezza e protezione dell’ambiente per queste unità e per il servizio da esse espletato. Tale attività ispettiva viene svolta nell’ambito dei consueti controlli di sicurezza e di tutela dell’ambiente marino sulle unità navali di bandiera straniera, che arrivano nei porti nazionali, per garantire sicurezza degli equipaggi e delle persone trasportate nonché per verificare l’ottemperanza alle norme per la prevenzione degli inquinamenti marini”.

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