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Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazza Pretoria

Notte davanti a Palazzo delle Aquile per le famiglie sgomberate

Ieri mattina la polizia ha liberato l'edificio occupato abusivamente da oltre un anno. Ma ora le famiglie protestano perché non sanno dove andare. La denuncia di "Anomalia" ed "ExKarcere": "Il Comune è assente. Orlando e Cammarata? Nulla è cambiato"

Notte all’addiaccio per alcune famiglie sgomberate ieri mattina da Villa Laura, l’edificio in stile Liberty all’angolo tra via Serradifalco e via Dante che era stato occupato abusivamente da oltre un anno. Dopo lo sgombero coatto attuato ieri dalla polizia le famiglie hanno fatto scattare la protesta. Protesta che si è trasformata in un presidio davanti a Palazzo delle Aquile, sede del Comune.

“Nonostante ore e ore di proteste, trattative, richieste – si legge in una nota dei centri sociali "Anomalia" ed "ExKarcere" - la Giunta e il Consiglio comunale hanno deciso di non occuparsi della faccenda. Il palazzo si presenta chiuso e vuoto, assessori e consiglieri latitano. Le famiglie senza tetto hanno trascorso così la notte al freddo di una piazza a cielo aperto. Nessuna proposta per loro, niente alternativa, neanche temporanea”.

“Al Comune – prosegue la nota - non interessa che un gruppo di persone (tra cui anche anziani e indigenti) stia trascorrendo la notte davanti alle porte della sua sede istituzionale. Eppure, alla fine della sua trionfale cavalcata elettorale Orlando dichiarò che proprio le porte di Palazzo delle Aquile sarebbero rimaste ‘sempre aperte ai cittadini di Palermo’, non come invece faceva il suo predecessore Diego Cammarata”.

“Le famiglie sgomberate ieri - si legge - hanno avuto testimonianza di quanto sensibili alle emergenze sociali siano le massime istituzioni cittadine. L’indifferenza mostrata ieri e perpetuata oggi non ci pare affatto differente da quanto faceva la precedente amministrazione. Solo gli slogan separano Cammarata dal nuovo/vecchio sindaco Orlando. Lo stesso che dichiarò qualche mese che avrebbe bloccato gli sfratti e gli sgomberi fin quando non si fosse trovata una reale soluzione per l’emergenza casa a Palermo. Quella di ieri è invece stata l’ultima di una serie di smentite ‘di fatto’ alle belle parole mediatiche”.

“Anche le modalità sembrano delinearsi – continuano gli attivisti del centro - in piena continuità con la precedente giunta: creare l’emergenza e poi, forse, se la vicenda assume visibilità, mostrare qualche minimo segno di apertura, di facciata. Altrimenti, tutto cade nel silenzio di una politica buona soltanto a tacere i reali problemi delle persone. Ma soprattutto capace solamente di arroccarsi nei suoi palazzi perché incapace (forse definitivamente impossibilitata) a fornire alternative e soluzioni ad una crisi che nelle strade di Palermo assume i caratteri drammatici della mancanza di reddito, case e servizi minimi”.

“Così destra e sinistra – concludono - si appiattiscono dietro le medesime non-soluzioni, le stesse retoriche, e una simmetrica indifferenza. La politica lascia a presidio e a tutela degli interessi privati le camionette della polizia, e letteralmente fuori dalla porta i bisogni delle persone. Siamo quindi sempre più convinti che l’unica reale soluzione, “da” e “di” parte nostra, sia riprenderci tutto, case e reddito senza delegare nulla ad una politica sempre uguale a se stessa. E siamo quindi sicuri che anche queste famiglie sapranno rispondere all’attacco subito ieri”.

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