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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Finti vaccini alla Fiera ad un'intera famiglia, il giudice: "Quell'infermiera è pericolosa, ha favorito i contagi"

I retroscena dell'arresto di Giorgia Camarda, che avrebbe fatto la terza dose solo sulla carta ad Anna Maria Lo Brano. Le false iniezioni a una coppia di vicini di quest'ultima, che avrebbe in precedenza vaccinato pure le due figlie. Il gip: "Indifferenza per i pazienti fragili con cui lavoravano alle Malattie infettive del Civico"

"E' molto pericolosa", non ha dubbi il gip Donata Di Sarno sul conto dell'infermiera del Civico, Giorgia Camarda, 58 anni, originaria di Piana degli Albanesi, arrestata sabato perché avrebbe vaccinato per finta una coppia all'hub della Fiera (che è estraneo ai fatti). Il suo nome figurava già nel provvedimento con il quale a dicembre era stata fermata la sua collega, Anna Maria Lo Brano, ma era stata individuata - grazie alle telecamere - "soltanto" come una delle persone alle quali la donna avrebbe somministrato per finta il vaccino. Che Camarda avesse a sua volta buttato il medicinale anziché iniettarlo almeno in due casi è emerso invece dalla confessione di Lo Brano. Peraltro i due pazienti sono vicini di casa di quest'ultima.

Nell'ordinanza con cui Camarda è finita ai domiciliari, il giudice la ritiene responsabile anche di aver "aumentato il rischio di contagi", avendo consentito di ottenere il green pass a persone che non ne avrebbero avuto diritto, peraltro in una situazione pandemica molto grave, "che ha messo in ginocchio tutta la popolazione". Non solo: da infermiera del reparto di Malattie infettive del Civico, come Lo Brano, l'indagata lavorava con dei pazienti fragili e non si sarebbe minimamente curata di mettere a repentaglio la loro salute, "con preoccupante indifferenza". Per questo "è pericolosa", ha assunto una condotta "allarmante".

Il pregiudicato, il poliziotto, l'infermiera: tutti in fila per un finto vaccino

L'infermiera che temeva il booster con Moderna

Nell'inchiesta - ben più vasta - della Digos, guidata da Giovanni Pampillonia e coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Felice De Benedittis, emerge che Camarda avrebbe avuto paura - dopo due dosi con Pfizer - di fare la terza con Moderna e così Lo Brano ha ammesso di averle somministrato il booster soltanto per finta l'11 dicembre. Viene fuori però anche che l'uomo e la donna a cui il 18 dicembre Camarda avrebbe a sua volta fatto il vaccino per finta sono i genitori di due ragazze che sarebbero state sottoposte allo stesso trattamento da Lo Brano in precedenza.

"Tra le due rapporti che vanno ben oltre la colleganza"

Per gli inquirenti, proprio questi legami, indicherebbero che "è da ritenere che i rapporti tra Camarda e Lo Brano vadano ben oltre quelli di colleganza che pure le avvincono, caratterizzandosi, invece, per la strumentalità all'illecita attività per cui è procedimento". L'ipotesi investigativa è che il giro di finti vaccini in cambio di soldi sia molto più ampio di quello emerso finora, anche perché non tutte le persone che avrebbero ricevuto la dose solo sulla carta - come un poliziotto e un pregiudicato - sarebbero conoscenti diretti di Lo Brano.

I finti vaccini ripresi in diretta

Le telecamere piazzate dai poliziotti hanno filmato cone l'11 dicembre, alle 14.57, Camarda sarebbe entrata nel box di Lo Brano che, con una tecnina collaudata, avrebbe gettato il vaccino in una garza e avrebbe poi fatto la finta iniezione alla collega, consentendole di ottenere anche la certicazione verde. Sempre le telecamere hanno poi ripreso il 18 dicembre, alle 11.44, Lo Brano entrare nel box della Fiera in cui era in servizio Camarda e scambiare qualche parola con lei. Pochi minuti dopo, tra le 11.50 e 11.52, sarebbero state immortalate le finte inocluazioni effettuate da Camarda prima all'uomo e poi alla moglie.

La confessione: "L'ho fatto per pagare l'università a mio figlio"

"Io lo voglio fatto da te o da nessuno"

Sono le intercettazioni a dimostrare - secondo l'accusa - i rapporti tra l'intera famiglia di finti vaccinati e Lo Brano. Il 27 novembre la donna chiamava infatti l'indagata e le diceva: "Devi uscire tu perché non ci vogliono fare entrare, dice che hanno chiuso le prenotazioni e senza prenotazione si chiude alle 5 e mezza... Io c'ho detto: 'C'è mia cugina che lavora qua', dice: 'La faccia uscire'... Fuori qua, dove c'è il cancello" e Lo Brano: "Va bene, sto venendo". Poco dopo la donna richiamava: "Noi siamo qui dove ci sei... c'è il corridoio tuo... Perché io lo voglio fatto da te o da nessuno".

"Stai tranquilla gioia, Pfizer lo faccio solo io"

L'11 dicembre Lo Brano riceveva invece una chiamata da una delle figlie della coppia: "Noi abbiamo il 558, è il 550, capito?" e l'infermiera: "Vabbè, tranquilla, sì, sì, ciao gioia mia". La ragazza chiamava di nuovo: "Noi siamo andati un attimo in bagno... Ora ci hanno dato la lettera, è la D (si riferisce a uno dei corridoi all'interno della Fiera, ndr)" e Lo Brano: "No stai tranquilla perché il Pfizer lo faccio solo io, gioia, anche se ti fanno sedere in altri posti sempre io ci sono a farlo".

Il video della Digos che incastra l'indagata

"Le ragazze avevano paura..."

La stessa Lo Brano ha poi pienamente confessato: "Ho effettuato falsi vaccini anche nei confronti di due ragazze. In questo caso, parlando con la madre, questa mi aveva riferito che le due ragazze avevano paura di effettuare il vaccino. A quel punto io proponevo di simulare la vaccinazione, la madre accettava e quindi prendevo appuntamento con le due ragazze, alla Fiera, dove, utilizzando lo stesso metodo già descritto, effettuavo la falsa iniezione".

"E' stata la mia collega a vaccinare per finta i genitori"

In prima battuta, l'indagata aveva spiegato che "alla madre non ho effettuato alcuna falsa vaccinazione", accusando invece Camarda: "E' stata la mia collega Giorgia Camarda a effettuarla per lei e il marito. Camarda era di turno solo il sabato e in uno di questi sabati, pochi giorni prima del mio arresto, ha effettuato la falsa vaccinazione". Poi Lo Brano si era corretta e aveva precisato: "Leggendo le intercettazioni, ricordo con certezza di aver effettuato proprio quel giorno, il 27 novembre, una falsa vaccinazione anche nei confronti della donna. Camarda ha effettuato la falsa vaccinazione per la donna e il marito con riferimento alla seconda dose, io mi ero occupata della prima".

Il gip: "Incurante dei rischi per i pazienti fragili"

Il gip è durissimo contro Camarda che "ha mostrato una singolare e assolutamente preoccupante indifferenza nei confronti della tutela della salute pubblica, che rende inaccettabile il rischio di applicarle misure diverse da quelle detentive. L'indagata lavora anche nel reparto di Malattie infettive del Civico, sicché è a contatto con soggetti particolarmente fragili: il fatto che abbia deciso di sottoporsi ad una finta vaccinazione e abbia accettato il rischio di mettere a repentaglio la salute già compromessa dei pazienti che assiste è indicativo di una preoccupante indifferenza all'esigenza di protezione della salute pubblica, ancor più allarmante se calata nell'attuale emergenza pandemica".

"E' pericolosa, ha favorito i contagi"

E aggiunge: "Camarda ha in più occasioni effettuato false vaccinazioni secondo uno schema ben collaudato e con una spiccata pervicacia criminale, così dimostrando di essere molto pericolosa, perché ha innescato un meccanismo potenzialmente incontrollabile di falsi cerificati di avvenuta vaccinazione suscettibile di spiegare effetti devastanti sulla tutela della salute pubblica: in un momento storico in cui la pandemia continua a mettere in ginocchio tutta la popolazione e in cui con estrema fatica si tenta di favorire, a livello politico e legislativo l'adesione alla campagna vaccinale, Camarda ha favorito il rilascio di falsi green pass, così aumentando il rischio di contagi, perché ha permesso a soggetti non coperti da vaccinazione di svolgere tutte le normali attività che si cerca invece di tutelare con la copertura vaccinale". Infine "l'infermiera ha inoltre contribuito a danneggiare economicamente la pubblica amministrazione, sprecando fiale di vaccino i cui costi sono sostenuti dallo Stato". 
 

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