Cronaca

Falcone spara a Borsellino, l'autore del murales: "Sono pronto a rifarlo da zero"

Lo sfregio di Milano è stata "opera" di un uomo con alcuni problemi, già identificato e sottoposto ad un Tso. Parla Leonardo Gambini, giovane artista: "Intaccato il messaggio, questa sarà l'occasione per rimettere mano al murale"

Leonardo Gambini e il suo murales

"Lo riprogetterò e lo ridisegnerò". Non se l'aspettava, Leonardo Gambini, conosciuto anche come Tunus, che il suo murale dedicato ai magistrati antimafia Falcone e Borsellino, a Milano, in corso di Porta Ticinese, venisse sfregiato disegnando una pistola nella mano del primo, puntata sul secondo. Ma il giovane artista, marchigiano trapiantato a Milano (ora lavora a progetti con gallerie d'arte), promette a MilanoToday che questa sarà l'occasione per rimettere mano al murale. Che risale al 2013 e, in questi anni, ha visto altri vandalismi più leggeri, come qualche "tag", firma, che lo hanno in parte coperto.

Qual è stata la sensazione appena visto il vandalismo?

"Le 'tag" non erano nulla di provocatorio, questo invece è stato un gesto più grosso, che ha intaccato il significato dell'opera, il messaggio che volevo trasmettere. Le altre volte non ho reagito, stavolta ci sono rimasto male. Peraltro in quella strada le persone sono attente e hanno sempre ripulito l'opera dalle tag, come ora hanno cancellato la pistola. Ma mi sono reso conto che, negli anni, il murale si è un po' rovinato, per cui ho deciso che coglierò l'occasione per riprogettarlo e rifarlo. Mi metterò subito al lavoro".

Lo sfregio è stata l'opera di un singolo con alcuni problemi, già identificato e sottoposto ad un Tso, ma più in generale la street art conquista sempre maggiore attenzione negli spazi pubblici.

"Ma non è tutto perfetto, naturalmente. I miei lavori di solito vengono percepiti come arte dalle persone, ma i disegni astratti, o il lettering, non vengono ancora capiti dal pubblico".

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