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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Montepellegrino / Via Mariano d'Amelio

Quella Croma bianca che sfreccia a Capaci in diretta tv: l'Italia piange per Falcone

L'orazione civile su Rai 1 conquista la prima serata. Un racconto ricco di testimonianze, quello condotto da Fabio Fazio, chiuso con l'orchestra di Piovani che suona la "Vita è bella". Rompe il silenzio Fiammetta Borsellino: "Papà ucciso da menti raffinatissime"

Un viaggio di quasi tre ore che è riuscito a raccontare le vite di Falcone e Borsellino, ricostruire il clima di terrore che si respirava tra gli anni '80 e '90 fino ad arrivare ai giorni delle stragi: il 23 maggio e il 19 luglio '92. Falcone e Borsellino, la diretta della Rai condotta da Fabio Fazio con Pif e  Roberto Saviano, dai luoghi dove i due giudici sono stati uccisi, insieme a Francesca Morvillo e agli uomini delle loro scorte, ha tenuto incollati alla tv 4.207.000 gli spettatori, con una media di 18,9% di share aggiudicandosi la prima serata degli ascolti.

Nell'insieme raggiunto anche l'intento sperato: documentare con testimonianze, fatti, immagini chi erano Falcone e Borsellino e perchè il lavoro che hanno fatto ha segnato per sempre la storia dell'Isola e dell'Italia intera.

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Anche per questo i loro nomi sono inscindibili: le loro storie sono intrecciate così come la loro morte. Attori di altissimo livello, da Pierfrancesco Favino a Luca Zingaretti, da Michele Placido a Francesco Scianna, passando per Beppe Fiorello, Ottavia Piccolo, Vittoria Puccini e Isabella Ragonese hanno messo in scena il Borsellino padre, il Falcone amante del nuoto, il lato umano dei due protagonisti dello speciale.

Le interviste al barbiere di Borsellino, all'autista sopravvissuto alla strage di Capaci e all'unico sopravvisuto della strage di via D'Amelio insieme alla partecipazione dei familiari dei giudici ha fatto il resto: mentre il telespettatore si emozionava imparava a conoscerli. Qualcuno, probabilmente, scopriva anche che dopo 25 anni la verità non è ancora completamente nota.

Falcone e Borsellino: la diretta della Rai per immagini

Dal palco montato in via D'Amelio, con lo sfondo della gigantografia della foto simbolo che ritrae Falcone mentre sorridendo bisbiglia qualcosa all'orecchio dell'amico e collega Borsellino, la figlia più piccola di quest'ultimo, Fiammetta, dopo un quarto di secolo ha deciso di parlare per la prima volta in tv e lo ha fatto per lanciare un appello: "Dobbiamo pretendere con forza la restituzione di una verità, non qualsiasi, non una mezza verità, ma quella utile a dare un nome e un cognome alle menti raffinatissime, come le ha definite mio padre, che con le loro azioni e omissioni hanno voluto eliminare questi servitori dello Stato e impedire la ricostruzione dei fatti. La verità è l'esatto opposto della menzogna ed è una cosa che dobbiamo ogni giorno cercare e pretendere, e non solo ricordarci nei momenti commemorativi. Solo così, guardando in faccia i nostri figli, possiamo vivere in un Paese libero dal puzzo e dal ricatto mafioso".

Appello rilanciato dalla sorella del giudice Rita Borsellino, che al presidente Grasso, sul palco insieme a lei, ha chiesto verità e giustizia: "Una sentenza - ha detto Rita - conferma che una trattativa tra Stato e Mafia c'è stata. Adesso vogliamo sapere chi ha trattato. Vogliamo sapere perché l'agenda rossa è sparita e chi l'ha fatta sparire".
 
Tra un collegamento e l'altro, da Mondello e dall'Addaura, luoghi importanti per Falcone e Borsellino, la serata scorre veloce. Il tempo sembra essersi come fermato. Le immagini degli uffici di Falcone e Borsellino all'interno del tribunale ci mostrano, quello che oggi è il bunkerino e ci riportano indietro negli anni quando in quelle stanze i due giudici si aggiravano ogni giorno per lavorare coltivando il sogno di sconfiggere la mafia: ci sono gli assegni che Falcone analizzava personalmente, lui che ha più volte detto che per trovare la mafia bisogna seguire i soldi, ma ci sono anche oggetti personali come il biglietto d'amore che Francesca Morvillo scrisse per il giudice.

Non sono mancati i momenti musicali: Carmen Consoli canta affacciata "'A fenestra" un testo in siciliano pieno di significato, lo stesso fanno Fiorella Mannoia accompagnata da Danilo Rea al piano sotto l'albero di Falcone, gli Avion Travel cantando "Amara terra mia" e Giuliano Sangiorgi. Ed è proprio la musica a chiudere la diretta. Fazio si è spostato sull'autostrada A29, all'altezza dello svincolo di Capaci insieme al Presidente del Senato Grasso, a Tina Montinaro, moglie di Antonio e Rosaria Schifani, vedova di Vito, e ai loro figli.

Dagli spalti montati per l'occasione nell'antistante Giardino della Memoria, inaugurato ieri, la nuova casa della Quarto Savona 15, l'auto della scorta di Falcone saltata in aria proprio in quel punto quel 23 maggio, il maestro Piovani dirige l'Orchestra giovanile siciliana che suona la Vita è bella. Il momento è da pelle d'oca. Poi però succede qualcosa: la camera inquadra la carreggiata della Palermo-Mazara del Vallo in direzione del capoluogo e vede una Croma bianca, come quella che il giudice Falcone quel giorno guidava, percorrerla. Nessun boato, nessuna esplosione, l'auto prosegue il suo percorso senza che accada nulla. Non tutti i telespettatori apprezzano: dopo un racconto così vero, la finzione sembra fuoriluogo anche se potrebbe celare un messaggio di speranza. Quello che Falcone con una delle sue frasi più celebri ci ha lasciato: "La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine".

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