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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Miccoli scarcerato dopo 6 mesi, potrà tornare a lavorare ma dovrà restare in Puglia

Il tribunale di Sorveglianza di Venezia accoglie il ricorso dell'ex capitano del Palermo recluso a Rovigo e gli concede l'affidamento in prova. Potrà occuparsi della sua scuola calcio a Lecce. E' stato condannato a 3 anni e mezzo per estorsione aggravata dal metodo mafioso: questa decisione costituisce un precedente

Neanche sei mesi di carcere per Fabrizio Miccoli, l'ex capitano del Palermo condannato in via definitiva a tre anni e mezzo di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso: il tribunale di Sorveglianza di Venezia gli ha infatti concesso l'affidamento in prova e potrà tornare a occuparsi della sua scuola calcio a Lecce. Il bomber salentino lascia dunque il penitenziario di Rovigo, dove si era costituito il 23 novembre dell'anno scorso, dopo la sentenza della Cassazione, e potrà riprendere la sua attività.

I giudici hanno depostitato l'ordinanza oggi pomeriggio ed hanno accolto il ricorso dell'avvocato del calciatore, Antonio Savoia. Miccoli dovrà comunque rispettare alcune precrizioni per i prossimi tre anni: tornare a casa prima di mezzanotte e non frequentare pregiudicati. Inoltre per qualsiasi spostamento fuori dalla Puglia dovrà presentare un'istanza al magistrato di Sorveglianza, che dovrà vagliare la richiesta ed eventualmente concederla o negarla.

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E' una decisione imprevista - e di cui al momento non si conoscono le motivazioni - che potrebbe costituire un importante precedente: il reato per il quale Miccoli è stato condannato è infatti uno di quelli "ostativi", per i quali non sono previste appunto misure alternative al carcere per scontare la pena. L'avvocato ha però battuto sulle uniche due eccezioni concesse: per i collaboratori di giustizia e per coloro che comunque non possono diventare tali. Questo secondo caso è proprio quello in cui rientrerebbe Miccoli. Non è escluso che questa decisione possa essere utilizzata tra qualche tempo anche dalla difesa del coimputato del calciatore, Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonino "u scintilluni", che sta scontando per lo stesso reato sette anni di reclusione, rimediati con il dibattimento.

"Sono deluso, sto pagando per qualcosa che non ho fatto" aveva detto Miccoli prima di costituirsi in carcere. Per i giudici il calciatore commissionò all'amico Lauricella il recupero di 12 mila euro dall'ex titolare della discoteca "Paparazzi" di Isola delle Femmine, Andrea Graffagnini, tra il 2010 ed il 2011.

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