Cronaca

Expo 2015, in mostra la produzione dell'Olio del Mediterraneo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Mostrare come si effettua la molitura delle olive e produrre l’”Olio del Mediterraneo”. Ecco l’obiettivo dell’idea di Manfredi Barbera, produttore di olio che ha chiesto a Dario Cartabellotta, responsabile unico del Cluster Bio Mediteranno all’Expo 2015 di Milano, di poter installare un mini-frantoio per mostrare come si produce “l’oro verde”, ma soprattutto per ricavare un “Olio del Mediterraneo” frutto della miscela di tutte le olive provenienti dai paesi del Mediterraneo che parteciperanno al Cluster.

Secondo Barbera, il frantoio dovrebbe iniziare i suoi lavori l’1 ottobre e rimanere in funzione fino al 31 ottobre 2015, ultimo giorno dell’Expo 2015. In questo mese, non solo sarà mostrato ai visitatori come si svolge questa delicata operazione di molitura, ma attraverso la miscela delle olive dei paesi del Cluster Bio-Mediterraneo, sarà prodotto un olio unico e, quasi sicuramente, mai più replicabile: “L’idea di ricevere le olive dall’intero Mediterraneo, mescolarle e tirare fuori un olio unico, dal gusto ‘impossibile’ da prevedere, mi sembra una cosa molto affascinante, ma soprattutto credo che contenga un messaggio di pace ed unità dei popoli che non va sottovalutato”, dice Barbera.

Operazione dai costi contenuti (circa 100 mila euro), ma che avrebbe “un ritorno di marketing impressionante per il mondo dell’olio del Mediterraneo – dice Barbera – in particolare per il nostro che, proprio da quest’anno, parte in via sperimentale con la denominazione Igp”. Dall’1 gennaio, infatti, è entrata in regime provvisorio, la denominazione Igp Sicilia. “Sarebbe un modo bellissimo di presentare questa anteprima mondiale – spiega Barbera -. I contatti con Cartabellotta ci sono già stati. Le risposte non sono ancora arrivate, ma le sensazioni sono più che positive. E risposte positive sono arrivate anche da Alfa Laval, l’azienda che avrà il compito di creare ed installare un mini-frantoio a Milano.

“Serve un macchinario molto piccolo – spiega Barbera -. Uno da massimo 5 quintali l’ora”. I frantoi ‘normali’ di solito lavorano ad un ritmo che varia da 20 a 100 quintali l’ora. I visitatori potrebbero assistere alla molitura delle olive e ricevere una bottiglia di olio appena prodotto con etichetta personalizzata.

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