Expo, Cluster mediterraneo flop Regione: attività siciliane sospese

Nominata una commissione ispettiva su quanto accaduto alla fiera milanese. Caleca: "Non intendiamo versare a Milano i tre milioni previsti fino a quando non saranno risolti i problemi". Sospesa la proiezioni di un docufilm, fuggono anche le associazioni

Lo spazio ufficiale della Regione all'Expo

Bufera tutta siciliana all'Expo per il Cluster Bio Mediterraneo. La Regione ha deciso di sospendere le attività nell'area comune, mentre il responsabile unico Dario Cartabellotta si è autosospeso annunciando di non essere più alla guida del coordinamento dello spazio condiviso con gli altri paesi del Mediterraneo. Un flop in piena regola, emerso sin dalle prime battute a causa di problemi logistici, tanto da convincere i vertici regionali a nominare una commissione ispettiva. A darne notizia è stato l'assessore regionale all'Agricoltura Nino Caleca, che sulla decisione di Cartabellotta ha dichiarato: "Questa mossa non è stata concordata con noi ma è del tutto condivisa. Doveva semmai prenderla prima".

L'immagine data agli avventori dell'Expo sembrerebbe non essere stata delle migliori. "Non c'era neanche uno straccio di segnale - ha spiegato Tommaso Dragotto, presidente di Sicily By Car - e all'ingresso c'erano i bidoni dell'immondizia e un grosso trasformatore elettrico, il tutto fra polvere, acqua piovuta dal tetto e mensole vuote". L'imprenditore, per l'occasione anche produttore del docufilm "Terra madre", realizzato appositamente per l'Expo 2015, ha annunciato la sospensione delle proiezioni. "Non riteniamo che le odierne condizioni del padiglione - spiega Dragotto - siano lo scenario più favorevole per presentare al meglio quella Sicilia che con tanto impegno abbiamo cercato di far emergere".

Una rabbia condivisa e che ha fatto saltare sulla sedia, fra i tanti, l'assessore Caleca: "Non intendiamo versare a Milano neppure uno euro dei tre milioni previsti finché non saranno risolti tutti problemi e non sarà restituito lo splendore della Sicilia e del Mediterraneo. Su questo saremo molti rigorosi. Spero che la gestione dell'Expo faccia il suo dovere e risolva al più presto tutto. Di certo - conclude - noi non indietreggeremo di un millimetro". Caleca non è stato l'unico ad alzare la voce. Lo ha seguito a ruota anche Enrico Briguglio, presidente dell'associazione "Le soste di Ulisse" che raggruppa diverse "eccellenze" della Sicilia, in una lettera inviata al Governatore Crocetta. Per lui gli accordi presi con Cartabellotta per la partecipazione sarebbero stati disattesi: "Anzi - ha aggiunto Briguglio - le nuove proposte ci impongono quasi di non andare a Milano".

La gestione del Cluster Bio-Mediterraneo, ha spiegato l'assessore Caleca, si è immediatamente rilevata carente sotto tutti i profili. E così, a sei giorni dall'avvio dell'Expo, la Regione ha messo nero su bianco, in una nota indirizzata ai vertici della mega fiera, ciò che va sistemato: manca la copertura della zona palco, manca la visibilità del padiglione, manca la segnaletica, non viene garantita la pulizia e soprattutto non c’è collegamento internet. Criticità che lo stesso Cartabellotta, a suo dire, avrebbe messo in luce da tempo chiedendo l'isitutizone dell'organismo di controllo. Ma ancora una volta l'assessore all'Agricoltura lo ha bacchettato: "La commissione ispettiva non è stata mai richiesta da lui".

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Le "imbarazzanti condizioni" e i "potenziali pericoli di stabilità delle strutture" sono diventati oggetto di un'interrogazione presentata in Senato da Michelino Davico (Idv) e indirizzata al ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. Nell'atto parlamentare, spiega il segretario di Idv Ignazio Messina, si chiede dunque di sapere "se il governo e il ministero competente abbiano attivato procedure per accertare le responsabilità e garantire il ristoro dei danni sino ad oggi cagionati. Si chiede inoltre di conoscere quali interventi verranno adottati per rimediare a questo imbarazzante stato di cose che vede, al momento, il padiglione siciliano in un'infelice condizione dinanzi agli occhi del mondo".

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