Più di 300 cani all’ex mattatoio, M5S: “Gabbie troppo piccole e niente scarichi”

Il portavoce dei cinquestelle alla Camera, Paolo Bernini, il consigliere Igor Gelarda e i carabinieri forestali hanno fatto un sopralluogo nella struttura. Bernini: “Verifiche in vista della scadenza del bando da quasi 400 mila euro per la gestione della struttura di via Tiro a Segno. Riferirò in Procura"

L'ex mattatoio

“Cani chiusi in gabbie talmente piccole da non consentire neppure di alzarsi sulle zampe, cucciolate mischiate tra loro con il rischio di diffondere eventuali patologie, assenza di area di quarantena per i cani affetti da malattie infettive, assenza del sistema fognario con conseguente sversamento di liquami intorno ai box”. Questo lo scenario trovato al “canile municipale” dell’ex mattatoio e descritto dal portavoce parlamentare del M5S Paolo Bernini e dal consigliere comunale Igor Gelarda, che insieme ai carabinieri forestali hanno effettuato un sopralluogo nei locali di via Macello, temporaneamente sovraccarichi fino al termine dei lavori di manutenzione nella struttura vicina di via Tiro a Segno.

"La necessità di verificare le problematiche esistenti nel canile di Palermo era doverosa alla luce della scadenza del bando di gara per la gestione di quest’ultimo per quasi 400 mila euro e prevista per il 26 ottobre. Con il consigliere Antonino Randazzo - dichiara il portavoce parlamentare dei Cinquestelle alla Camera Paolo Bernini - abbiamo lavorato per controllare le condizioni della struttura e verificare i minimi requisiti per il benessere per i cani. Assenza dell’autorizzazione sanitaria da parte dell’Asp, sebbene, a dire del dirigente comunale non sarebbe necessaria poiché la struttura è stata autorizzata dal Sindaco con un’ordinanza, pertanto con un provvedimento d’urgenza. Quale atto dovuto - conclude Bernini - denuncerò quindi la gravissima situazione verificata alla Procura competente affinché siano intrapresi tutti i provvedimenti necessari a restituire la dignità agli animali e per far luce sugli investimenti pubblici su strutture inadeguate, non conformi alla normativa vigente e che lascerebbero far pensare a un notevole giro di soldi milionario che ruota intorno al fenomeno randagismo”.

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“Il problema del randagismo a Palermo è preoccupante. L’amministrazione comunale - dice Gelarda - finora ha fatto poco e nonostante l’innegabile buona volontà di alcuni dirigenti, ci sono comunque delle norme che vanno comunque rispettate. Oltre alle anomalie che abbiamo trovato all'interno del cosiddetto canile dell’ex mattatoio, che ha una autorizzazione temporanea e che non è idoneo per ospitare 300 cani, c’è un grosso problema di fondo, ovvero che abbiamo in città un vero canile. Quella del canile intercomunale tra Palermo e Monreale è solo un'ipotesi e ci vorranno anni per realizzarla, mentre l'altra ipotesi di canile in via Messina Montagne sembra assolutamente inadeguato. Dal sindaco, nel corso di così tanti anni, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione per il benessere degli animali”.

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