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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Pizzo al tavolo del Bucatino: estorsione da 200 mila euro, in appello due condanne

In abbreviato 7 anni a Maurizio De Santis, 5 anni e 4 mesi a Francesco Li Candri. I due, arrestati nell'operazione "Bucatino", hanno chiesto i soldi a due coniugi, con l'aggravante del metodo mafioso, per fargli riavere indietro un carico di elettrodomestici

Confermate in secondo grado due delle tre condanne per un’estorsione da 200 mila euro scoperta con l’operazione “Bucatino”. La quarta sezione della corte d’Appello, nel tranche del processo celebrata con rito abbreviato, ha condannato Maurizio De Santis a 7 anni e Francesco Li Candri a 5 anni e 4 mesi. Assolto un terzo imputato, Francesco Centineo, che nel febbraio 2016 aveva ricevuto 5 anni e 4 mesi.

Gli ex gestori del ristorante “Bucatino” di via Principe di Villafranca (che ha dato il nome all’operazione dei carabinieri) hanno chiesto la somma, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a due coniugi titolari di una ditta di trasporti di Termini Imerese. E lo avrebbero fatto con metodi tipicamente mafiosi. Le vittime si erano viste rubare un rimorchio all’interno del quale c’era un carico di elettrodomestici del valore di 168 mila euro.

In un'altra tranche del processo, celebrata invece con il rito ordinario davanti al gup Lorenzo Jannelli, sono stati condannati in primo grado altri tre imputati: Giovanni De Santis, figlio di Maurizio e formale titolare del ristorante, è stato condannato a 8 anni e 4 mesi,  Piero Umberto Centineo, padre di Francesco, a 7 anni e 4 mesi e Francesco Pitarresi a 7 anni.

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