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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca Tommaso Natale / Via Calcante, 24

L'esplosione nel biscottificio della Marinella forse dovuta a una fuga di gas: i feriti salgono a 5

L'incidente alla Frolsi di via Calcante ha coinvolto i dipendenti di due imprese esterne, una specializzata in forni industriali e una in impianti elettrici. Uno dei lavoratori, trasferito nel reparto di Chirurgia plastica del Civico, ha riportato ustioni al volto. Indagini in corso

E’ stato un attimo e quel capannone, dove i tecnici stavano installando e collaudando i nuovi forni per la preparazione dei biscotti, è stato investito da una deflagrazione che ha ferito cinque lavoratori e divelto la porta d’ingresso. Un boato, percepito chiaramente intorno alle 20.15 di ieri dai residenti della Marinella.

Tutto, pare, per una fuga o una perdita di gas sulla quale ora indagheranno polizia e Procura. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che insieme al personale di Amg hanno eseguito una serie di accertamenti sia sulle condutture del gas sia sulla struttura, e gli specialisti dello Spresal dell'Asp, il Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro.

Esplosione biscottificio Frolsi 1

Il bollettino dall'ospedale

Sono in tutto cinque i tecnici rimasti feriti nell’incidente avvenuto in via Calcante, all’interno di un nuovo laboratorio in fase di allestimento della Frolsi. Tre di loro - di 35, 34 e 22 anni - sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e portati al Civico in codice rosso. Altri due - di 38 e 27 anni - hanno riportato lesioni più lievi e sono andati a Villa Sofia con le loro auto senza attendere l'arrivo delle ambulanze. Il più grave dei cinque, trasferito nel reparto di Chirurgia plastica, ha riportato ustioni al volto mentre gli altri due colleghi come lui ricoverati al Civico hanno bruciature di minore entità alle mani e al tronco. Si tratta dei dipendenti di due imprese esterne, una specializzata in forni industriali e una in impianti elettrici.

Incidente con i forni nel biscottificio, le foto da via Calcante

Le indagini

Secondo quanto ricostruito i tecnici stavano lavorando insieme per montare i nuovi forni destinati al laboratorio quando sarebbe stata registrata una fuga di gas. Dalle prime informazioni sembrerebbe che sia stata una perdita, forse legata all'apertura della valvola principale. Improvvisamente i cinque lavoratori sono stati investiti da una deflagrazione e una fiammata che potevano avere effetti devastanti. C'è stata imperizia, magari una manovra "negligente", oppure qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto? Domande alle quali proveranno a dare risposta il personale del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco e gli investigatori del commissariato di polizia San Lorenzo.

Lionti (Uil Sicilia): "Vicini alle famiglie, basta incidentI"

Cisl Palermo: "Siamo in apprensione"

Sulla vicenda è intervenuto Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani: "Siamo in apprensione per la salute degli operai feriti ieri sera durante l’esplosione nella fabbrica di biscotti a Palermo, ed esprimiamo loro la nostra vicinanza come alle famiglie, ogni incidente è una sconfitta per tutto il mondo del lavoro. L'indagine chiarirà meglio l’episodio e se vi sono state falle nella sicurezza della struttura che hanno portato alla fuga di gas, ma intanto siamo stanchi di dover contare ogni giorno feriti più o meno gravi, non è concepibile, perché ogni lavoratore deve far ritorno a casa la sera dalla propria famiglia in perfetta salute".

Cgil: "Bisogna vigilare sulla sicurezza"

"Purtroppo la lunga scia di incidenti gravi sul lavoro continua e siamo qui ancora una volta a commentare l’ennesimo infortunio. Ovviamente - dichiarano il segretario generale Flai Cgil Palermo Dario Fazzese e il segretario generale Flai Cgil Sicilia Tonino Russo - dovremo aspettare di conoscere meglio le cause dell’incidente, sul quale stanno indagando gli inquirenti, ma questo episodio si aggiunge al già triste elenco dei lavoratori coinvolti in incidenti di questo tipo, spesso mortali, che vede nel nostro Paese una media davvero preoccupante di casi".

"Troppo spesso - aggiungono Fazzese e Russo - il tema della sicurezza viene considerato solo un costo e soprattutto in una fase che vede l’aumento generalizzato della spesa, diventa indispensabile vigilare di più attraverso gli organismi preposti ma anche con il contributo centrale che può venire dagli Rls, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Agli operai coinvolti e alle loro famiglie, oltre alla nostra solidarietà, mettiamo a disposizione le nostre strutture per assisterli concretamente e se necessario anche legalmente, in questo momento così delicato".

A Palermo esiste un problema di qualità e quantità di lavoro: lo dimostrano anni di dati impietosi sul lavoro sommerso, irregolare, fragile, grigio e nero. "Palermo, con i suoi 7 morti sul lavoro registrati al settembre del 2022 è al 59° posto tra le città italiane ma ha un’incidenza di infortuni mortali del 22 per cento sul numero degli occupati (318,673). Un’incidenza che è ben più alta di città come Roma, che è al 19,7  Milano che è al 18, 6 e di una città industriale come Bologna  la cui incidenza di infortuni è del 15,1 per cento. Quando una persona è costretta ad accettare il rischio di farsi male o addirittura di morire di lavoro - dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - significa che né il lavoro né la vita è protetta  e la sfiducia verso la società e lo Stato, che ne deriva, è un innegabile regalo alle mafie".

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