Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Università ed esonero tasse, associazioni denunciano l’Ateneo

Run, VivereAteneo, UniAttiva e Nrg puntano il dito contro l'università che a giugno ha deliberato l'esenzione della tassa di iscrizione e dei contributi universitari solo per la "fascia 0", rinviando la decisione per la "fascia 1" in base ai conti dell'Ateneo

Il rettorato dell'Università di Palermo

Sono sul piede di guerra per il mancato esonero per la tassa di iscrizione e i contributi degli studenti aventi diritto. E per questo quattro associazioni annunciano un ricorso. Run, Vivere Areneo, UniAttiva ed Nrg puntano il dito contro l’Ateneo che, nel giugno 2015, ha votato l’esonero esclusivamente per gli studenti di “fascia 0”, rinviando la decisione per quelli di “fascia 1” dopo aver valutato lo "stato di salute" delle casse universitarie. Una questione sulla quale era intervenuto il Tar Sicilia, con la sentenza 275/2015, e che aveva fatto credere alle associazioni di aver messo una “pietra tombale sul mancato esonero”. Secondo loro il cda dell’Ateneo ha preso una decisione “in palese contrasto con quanto stabilito dal tribunale amministrativo”, ovvero di “avere discrezionalità sulla individuazione dei casi di esonero”. In programma per domani un’assemblea, alle ore 17, nell’aula F120 dell’ex Facoltà di Ingegneria.

Ad eccezione degli universitari di “fascia 0”, tutti gli altri dovranno pagare quei 219 euro per l’anno accademico 2014/2015. Esonero di cui, negli anni passati, potevano usufruire anche gli studenti di altre fasce. “Ritenendo ancora una volta illegittimi gli atti adottati dal cda - si legge in una nota - le 4 associazioni, in collaborazione con lo studio legale dell’avvocato Francesco Leone, hanno deciso di presentare un nuovo ricorso dinanzi le autorità giurisdizionali competenti per far valere l’illegittimità delle delibere in esame. La sentenza del Tar invita l’università ad esonerare in toto gli studenti meritevoli e disagiati. Non possiamo pensare di far gravare sulle famiglie meno abbienti - continuano - il farraginoso peso di un bilancio che deve essere necessariamente messo in ordine e consideriamo quanto mai sbagliata la considerazione che il rettore ha degli studenti idonei e vincitori di borsa di studio”.

Aldilà della fattispecie, secondo quanto previsto dal Dpcm del 9 aprile 2001, gli studenti devono già raggiungere alcuni “requisiti di merito”, ovvero i crediti formativi da raggiungre entro una certa data. “Quanto guadagna l’università ogni anno da un studente in corso e regolarmente iscritto? Quanto perde l’Università incentivando gli studenti ad emigrare in altri atenei. Perché mai uno studente dovrebbe studiare in un ateneo dove non viene esonerato dalle tasse di iscrizione e dai contributi universitari e dove è oggettivamente più difficile riceve la borsa di studio rispetto ad altre regioni in cui c’è una copertura pari al 100% delle borse di studio agli aventi diritto? Come avevamo promesso – concludono le associazioni Run, Vivere Ateneo, Nrg e Uniattiva - andremo fino in fondo per garantire i diritti degli studenti di Unipa, sicuri di avere la ragione dalla nostra parte”. Lanciando l’appuntamento dell’assemblea di domani, gli studenti delle associazioni sottolineano il fatto che "la sottoscrizione del ricorso può risultare necessaria per godere dell’eventuale rimborso”.

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