Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Esenzione dal vaccino anti Covid: quando si può ottenere

Il ministero della Salute ha disciplinato il rilascio dei certificati per chi dovrebbe evitare di fare il vaccino, temporaneamente o in assoluto. Ecco il vademecum operativo pubblicato dall'Istituto superiore della sanità

Con due recenti circolari, il Ministero della Salute ha disciplinato il rilascio dei “Certificati di esenzione alla vaccinazione anti Covid-19”, cioè un documento che attesti come la persona sia effettivamente esonerata dalla vaccinazione, sia essa la prima o la seconda dose. Riguarda persone per cui è sconsigliata la vaccinazione o temporaneamente, perché ad esempio in quel momento si sono già esporti al virus oppure chi, in generale, è meglio che non riceva alcun vaccino anti Covdi per particolari condizioni cliniche. Nel primo caso la vaccinazione può essere semplicemente rimandata, mentre nel secondo caso è da evitare in ogni caso.

Purtroppo queste non sono persone contrarie ai vaccini, ma sono persone che vorrebbero l’immunità dal Covid, ma non sono nelle condizioni ottimali dal punto di vista sanitario e dunque non potranno neppure ricevere il Green Pass. Come possono fare allora? Sarà cura del medico curante, spiegare loro la necessità di continuare ad essere rigorosi sulle misure di prevenzione: 

  • Indossare le mascherine.
  • Distanziarsi dalle persone non conviventi. 
  • Lavare le mani.
  • Evitare assembramenti in particolare in locali chiusi.
  • Rispettare le condizioni previste per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto.
  • Invitare alla vaccinazione conviventi e contatti.

Già adesso è possibile ottenere le certificazioni che andranno richiesta a:

  • Medici vaccinatori dei Servizi sanitari locali o regionali.
  • Medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata la vaccinazione, nel caso di cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione.
  • Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta che abbiano aderito alla campagna vaccinale, cioè che abbiano le credenziali per inserire i dati nei sistemi Regionali/Nazionali. 

Ma quando è che un vaccino non deve essere somministrato per possibili controindicazioni? Quando si conclude che le reazioni avverse di quel determinato vaccino possano essere maggiori dei benefici e le controindicazioni sono riferibili ad uno specifico vaccino, per cui è anche possibile che un medico stabilisca che al suo paziente non è il caso di dare in vaccino, ma che se ne possa somministrare un altro senza alcun problema. In generale per controindicazione si intende l’ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. 

Esenzione vaccino Covid, le fake sulle controindicazioni

Ci sono diversi casi in cui si pensa che il siero non debba essere somministrato, ma non è vero. Sono casi in cui si può tranquillamente procedere col vaccino e sono: 

  • L’allattamento.
  • Le persone con storia di paralisi di Bell.
  • Le persone con malattie autoimmuni possono ricevere qualsiasi vaccino Covid 19 autorizzato da Ema. 
  • I pazienti immunocompromessi e gli oncologici in corso di radiochemioterapia che non presentano alcuna controindicazione. 
  • Persone con una storia di gravi reazioni allergiche non correlate a vaccini o farmaci iniettabili, come allergie al cibo, agli animali domestici, al veleno di insetti, all'ambiente o al lattice. 

Esenzione no, ma maggiore cautela sì

Poi ci sono le persone con condizioni che non necessitano di alcuna certificazione di esenzione, ma per cui si rende necessario aspettare e non effettuare la dose subito.

  • Paziente di recente affetto da infezione da Sars-CoV-2 laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal primo tampone positivo (hanno diritto al green pass di guarigione valido 6 mesi).
  • Paziente con Covid recente che abbia ricevuto terapia con anticorpi monoclonali laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal trattamento (hanno diritto al green pass di guarigione valido 6 mesi).
  • Soggetto in quarantena per contatto stretto fino al termine del periodo di isolamento. (Valutazione alla fine della quarantena).
  • Soggetto con sintomi sospetti di coronavirus fino al risultato del tampone (Valutazione alla fine del percorso diagnostico). 
  • Paziente con malattia acuta severa non differibile: evento cardiovascolare acuto, epatite acuta, nefrite acuta, stato settico o grave infezione di qualunque organo/tessuto, condizione chirurgica maggiore. 

Infine ci sono anche le precauzioni, cioè quelle condizioni per cui il vaccino può aumentare le possibilità di reazioni avverse. La maggior parte delle persone che al momento della seduta vaccinale abbia una precauzione alla vaccinazione anti COVID-19 può essere vaccinata ma in alcuni casi deve essere presa in considerazione la consultazione con il medico curante o con uno specialista per determinare se la persona può ricevere la vaccinazione in sicurezza. Un esempio? Casi molto rari di miocardite e pericardite sono stati osservati dopo somministrazione di vaccini a mRNA. La decisione di somministrare la seconda dose in persone che hanno sviluppato una miocardite/pericardite dopo la prima deve tenere conto delle condizioni cliniche dell'individuo e deve essere presa dopo consulenza cardiologica e un’attenta valutazione del rischio/beneficio. Si può anche prendere in esame la possibilità di fare un vaccino diverso per la seconda dose. 

fonte Today.it

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