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Cronaca

"Esami comprati all'università", in appello la prescrizione cancella o riduce diverse condanne

Secondo la Procura, tra il 2007 ed il 2010, in alcune facoltà sarebbe stato sufficiente pagare per superare delle prove in realtà mai sostenute. Tra gli imputati impiegati infedeli e studenti, due dei quali sono stati adesso del tutto scagionati

Superare gli esami in alcune facoltà dell'università di Palermo, tra il 2007 ed il 2010, soprattutto nelle facoltà di Architettura, Economia ed Ingegneria, sarebbe stato davvero un gioco da ragazzi: non ci sarebbe stato neppure bisogno di presentarsi e di sostenere la prova, ma - come aveva ricostruito la Procura - sarebbe bastato iscriversi, pagare alcuni dipendenti infedeli dell'ateneo, per poi ritrovasi come per magia gli esami inseriti nel piano di studio, superati con profitto. Uno scandalo possibile grazie ad accessi abusivi al sistema informatico dell'università, secondo l'accusa,  sul quale ora però in buona parte è piombata la prescrizione.

Dopo le 13 condanne inflitte in primo grado il 13 giugno del 2019 (l'inchiesta era partita nel 2011), la seconda sezione della Corte d'Appello ha infatti dichiarato prescritti diversi capi d'imputazione, ma ha anche sancito delle assoluzioni e concesso quindi degli sconti di pena a diverse persone. Un'imputata - quella da cui peraltro era partita l'indagine - Rosalba Volpicelli, impiegata poi licenziata dall'università, è nel frattempo deceduta. In primo grado aveva avuto la condanna più pesante, 8 anni di reclusione.

Per l'altro ex dipendente coinvolto nella presunta truffa, Ignazio Giulietto, per via della prescrizione di alcuni capi d'accusa, la pena è stata ridotta da 2 anni e mezzo a 2 anni e 2 mesi. Gli altri imputati sono tutti ex studenti: Giuseppe Gennuso, tra prescrizione e assoluzioni, si è visto ridurre la pena da 3 anni a 2 anni e mezzo, Alexandra Rita Ntonopoulou da 5 anni a 3 anni e mezzo, Carlo Gaglio da 2 anni a un anno e mezzo, Walter Graziani da 5 anni a 3 anni e mezzo, Giuseppe Capodici da un anno e mezzo a un anno e 2 mesi, mentre per Nunzio Fiorello, nonostante la prescrizione, la condanna è rimasta di 3 anni.

Giuseppe Ciciliato, che era stato condannato a 2 anni in primo grado, è stato invece del tutto scagionato in appello. Assoluzione anche per Francesca Pizzo, condannata pure lei in precedenza a 2 anni. Prescritte totalmente le accuse per Andrea Tomasello (era stato condannato a 3 anni e 8 mesi), Caterina Guddo (2 anni) e Paolo Coviello (2 anni).
 

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