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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Un errore procedurale e torna libero un presunto boss della mafia nigeriana

L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato solo all'indagato, Paul Eboigbe, detto "Bugatti", e non al suo avvocato, cosa che ha reso nulla anche l'udienza preliminare. Lo straniero era stato arrestato il 4 aprile dell'anno scorso nell'operazione "No Fly Zone" della squadra mobile

Un errore procedurale – la mancata notifica all’avvocato dell’avviso di conclusione delle indagini – e torna libero un presunto boss di una delle confraternite della mafia nigeria, l’Eiye. Per Paul Eboigbe, 25 anni, detto “Bugatti”, fermato il 4 aprile dell’anno scorso nell’operazione “No Fly Zone” della squadra mobile, il gup Ermelinda Marfia ha disposto infatti solo l’obbligo di dimora a Palermo e quello di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il giudice ha accolto le richieste dell’avvocato Cinzia Pecoraro, che difende l’indagato. E’ stata lei, infatti, a sollevare il problema della notifica fatta soltanto al suo assistito, cosa che ha reso nullo tutto il resto del procedimento, compresa l’udienza preliminare. La Procura ha già provveduto a recapitare nuovamente e correttamente l’atto, ma questo è avvenuto comunque dopo la scadenza dei termini di custodia cautelare in carcere. Da qui la liberazione.

Eboigbe, secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed i sostituti Chiara Capolungo, Giulia Beux e Gaspare Spedale che hanno coordinato l’inchiesta, sarebbe uno dei capi dell’organizzazione criminale nigeriana, peraltro contrapposta alla più nota Black Axe. Come gli altri clan africani che sarebbero presenti in particolare a Ballarò, l’Eiye si arricchirebbe con lo sfruttamento della prostituzione e lo smercio di droga. L’indagine era partita peraltro proprio dalle denuncia di una ragazza venuta dalla Nigeria con la speranza di trovare un lavoro in Italia e che era stata invece costretta con la violenza e sotto la minaccia di riti voodoo a prostituirsi.

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