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Martedì, 25 Gennaio 2022
Salute

In Sicilia oltre ventimila pazienti con epatite C, sei milioni di euro per potenziare lo screening

Ad annunciare il finanziamento è Fabio Cartabellotta, direttore dell'unità operativa di Medicina dell'ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, responsabile della rete HCV Sicilia,. Gli esperti lanciano l'allarme: una grossa fetta di popolazione non viene "intercettata" e non viene eseguita la diagnosi

La Regione Siciliana avrà a disposizione circa 6 milioni di euro per avviare lo screening gratuito dell'epatite C. Ad annunciarlo è stato Fabio Cartabellotta, direttore dell'unità operativa di Medicina dell'ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, responsabile della rete HCV Sicilia, intervenuto in occasione del corso di formazione Ecm sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie. 

"Nel 2015 è partita con una Rete che prevede la presenza di 42 centri che inseriscono i dati e i pazienti che hanno l'epatite C in un modello 'Web based'. Siamo quindi in grado di contare tutto quello che succede", ha spiegato Cartabellotta.

"Attraverso la commissione che l'assessorato alla Salute ha nominato - ha aggiunto - abbiamo l'obiettivo di coinvolgere i medici di medicina generale ed effettuare lo screening nella fascia di popolazione determinata dal decreto Milleproroghe. Abbiamo inoltre l'obiettivo di condurre screening particolari nelle popolazioni speciali dove pensiamo che vi sia la maggior parte di sommerso ancora a disposizione. Sono queste le principali attività che cercheremo di portare avanti, oltre ad una campagna di informazione, indispensabile affinché i cittadini sappiano che, grazie all'arrivo di farmaci innovativi, c'è una cura per l'epatite C". 

Giorgio Serio, direttore dell'unità operativa complessa modulo 1 dipartimento Salute mentale dell'Asp ha pposto l'accento sul numero dei pazienti affetti da epatite C che si rivolgono alla struttura del capoluogo siciliano. "L'uso iniettivo di sostanze - ha spiegato -  è considerato il fattore di rischio più importante per la trasmissione di Hcv. Quindi, all'interno dei Ser.T è presente il serbatoio principale di persone affette da Hcv. È un serbatoio di persone ancora non del tutto identificato, le stime ci dicono che almeno il 20-30% degli utenti che noi seguiamo sono affetti da Hcv. Quindi nella sola Sicilia parliamo di almeno 10 mila-15 mila persone in carico, ma bisogna anche tenere conto che i consumatori di sostanze iniettive ad alto rischio sono, in genere, tre volte superiori a quelli che si rivolgono ai servizi. Dunque, noi in Sicilia dobbiamo immaginare almeno 30 mila cittadini che devono essere screenati e devono essere individuati per l'Hcv". 

C'è poi "un'ampia percentuale di persone tossicodipendenti che si trova in carcere non è del tutto ancora individuata. Infatti, c'è una progettualità specifica anche rispetto al carcere. La percentuale di detenuti tossicodipendenti a rischio di Hcv in carcere aumenta e può arrivare anche al 50%". 

Riflettori accesi, infine, sui farmaci sui quali i pazienti siciliani possono contare nella cura e nel trattamento di pazienti affetti da epatite C. Per Cartabellotta "La rete Hcv Sicilia, da questo punto di vista, è un fiore all'occhiello. Ci consente di misurare, esattamente, il numero dei pazienti che stiamo trattando. In Sicilia abbiamo in Rete, e quindi individuati, 20 mila pazienti con l'epatite C, 16 mila stanno facendo la cura. Siamo, però, un po' lontani, considerando che la Sicilia ha cinque milioni di abitanti. Se pensiamo che il 3% della popolazione, da vecchi studi epidemiologici, probabilmente pazienti anziani, ha l'epatite C, siamo ancora nettamente al di sotto della popolazione che dobbiamo trattare. Stiamo trattando lo 0,3% della popolazione e questo, quindi, ci evidenzia, la rete Hcv Sicilia ce lo consente, di vedere che abbiamo una sottostima dei pazienti trattati e che molti ne dobbiamo ancora far emergere. Il sommerso è ancora enorme. Grazie agli studi sulla popolazione generale, al decreto Milleproroghe e agli studi di prossimità speriamo di individuarli, perché abbiamo dei farmaci che sono veramente una innovazione incredibile e che consentono al 95%, 98% delle persone di guarire dall'infezione. E questo è veramente una cosa straordinaria". A Palermo "la situazione è tutto sommato uguale- ha precisato Cartabellotta - stiamo trattando lo 0,37% della popolazione, è un sommerso importante, la situazione della Sicilia è pressoché sovrapponibile in tutte le province. Ripeto, la Rete ci consente di monitorarlo e c'è ancora tanto lavoro da fare".

Fonte agenzia Dire

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