Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Maqueda

Yusupha esce dal coma: "Ho saputo che sono famoso..."

A parlare è il ragazzo ferito sabato scorso in via Maqueda. Con gli inquirenti ha ricostruito cosa è accaduto negli attimi prima di finire a terra e ha indicato chi avrebbe preso parte all'aggressione

La passeggiata con gli amici, la lite, l'aggressione, gli spari, poi il buio. I pezzi del puzzle ci sono tutti e stanno, piano piano, tornano al loro posto. A metterli insieme è Yusupha, il ragazzo del Gambia ferito sabato scorso a pochi metri da via Maqueda. Il giovane, raggiunto da un proiettile alla testa, si è svegliato dal coma e dal suo letto alla Seconda rianimazione del Civico, ha raccontato agli inquirenti ciò che ricorda.

Il primo pensiero è andato agli amici, a chi gli è stato accanto. "Ciao Sergio, ho saputo che sono famoso", ha scritto in un sms a uno di loro. Poi è stato sentito dagli agenti della polizia che indagano su quanto accaduto. Per un'ora il giovane ha raccontato tutto quello che è successo tra via Fiume e via Maqueda. Ricorda di essere andato dal barbiere con un amico, poi l'incidente stradale, un gruppo di giovani italiani che li accerchia, la lite e poi l'aggressore che torna con una pistola in mano per "regolare i conti". (LA SPARATORIA IN VIA FIUME - VIDEO)

Yusupha risponde alle domande degli inquirenti. In cella c'è Emanuele Rubino, 28 anni, accusato di tentato omicidio. Il ragazzo non era però da solo e adesso i nomi degli altri componenti presunti del "branco" sono stati messi nero su bianco. Si tratta di un giovane, che avrebbe guidato lo scooter che ha investito l'amico di Yusupha, e di altri due che avrebbero partecipato all'aggressione. Spetta agli investigatori compiere i riscontri ed, eventualmente, procedere con la formalizzazione delle accuse.

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