Scontri al G20, fuori dal carcere dopo 84 giorni: Puleo torna a Partinico

Il trentenne attivista non ha ammesso i fatti contestati ed è stato condannato a un anno e sei mesi con la condizionale. Non del tutto soddisfatto il padre, Ottavio, che puntava all'assoluzione piena

Emiliano Puleo fuori dal carcere (foto Facebook Giusto Catania)

Fuori dal carcere dopo 84 giorni e un processo che si è concluso con la condanna a un anno e sei mesi con la condizionale. Si è conclusa oggi la detenzione di Emiliano Puleo, il trentenne comunista di Partinico fermato e rinchiuso a Billwerder dopo gli scontri tra polizia e manifestanti ad Amburgo, in occasione del G20. Davanti al giudice il giovane, accusato insieme ad altri italiani di avere lanciato bottiglie e oggetti contundenti contro gli uomini in divisa, non ha ammesso i fatti contestati.

“L’emozione che ho provato poco fa nel sentire al telefono la voce di Emiliano, finalmente libero dopo tre mesi di carcere non la dimenticherò mai. Emiliano - ha scritto sui social Eleonora Forenza, eurodeputata del gruppo Sinistra unitaria europea - ha rifiutato di ammettere colpe che non ha, di patteggiare col ricatto della repressione. Una sentenza importante per tutte e tutti gli altri compagni ancora detenuti. Sei un compagno straordinario. Un abbraccio fortissimo a Fina (madre di Emiliano, ndr) e a tutte le compagne e i compagni di Partinico che gli sono stati vicini in ogni modo”.

La madre: "Mio figlio trattato come un criminale"

Il processo nei confronti del giovane si sarebbe basato perlopiù sulla testimonianza di un poliziotto che sarebbe stata smentita da alcuni video. Proprio per questo non si ritiene del tutto soddisfatto il padre di Emiliano Puleo, Ottavio, che sperava in un’assoluzione piena. Ciò avrebbe però significato portare avanti il processo, probabilmente per altri tre mesi che il giovane comunista di Partinico avrebbe dovuto trascorrere dietro le sbarre.

I genitori puntano il dito contro il governo italiano, “reo” di essersi disinteressato del caso e sottolineando come non sia stata data a quattro interpellanze presentate in Parlamento e firmate dall’onorevole Erasmo palazzotto, dai senatori Raffaela Bellot, Patrizia Bisinella e Emanuela Munerato, dalla senatrice Laura Puppato e dal collega Federico D’Incà.

"Finalmente - commenta Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione comunista -  si è conclusa, dopo tre mesi di carcerazione preventiva ad Amburgo, la terribile odissea di Emiliano Puleo, dirigente provinciale del nostro partito e iscritto al circolo di Partinico. 
Una lunga, lunghissima attesa, caratterizzata anche da una grande solidarietà da parte di compagni e amici di ogni parte di Italia e d’Europa. È stato anche grazie a questo calore e affetto se, sia la famiglia che noi, compagni di Rifondazione comunista, abbiamo trovato la forza per resistere alle grandi pressioni e alla grande indifferenza che ha caratterizzato l’atteggiamento delle istituzioni Italiane e dei media nazionali verso questa gravissima vicenda".

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