Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

L'emergenza rifiuti diventa un caso politico, Rifondazione comunista chiede la testa dei vertici Rap

Il segretario Fumetta punta il dito contro il presidente Norata, indicato da Italia Viva alla guida dell'ex municipalizzata, e si riaccende lo scontro interno alla maggioranza tra la sinistra e i renziani. Intanto la città è invasa dall'immondizia: in strada almeno 2 mila tonnellate da raccogliere

Interi quartieri invasi da tonnellate d'immondizia, la Rap che non riesce a recuperare l'arretrato rimasto in strada e il Tmb di Bellolampo sotto stress per l'enorme quantità di ingombranti che viene trovata fra i rifiuti. Come se non bastasse l'emergenza rifiuti diventa anche un tema politico, con l'attacco a testa bassa di Rifondazione comunista, che chiede la testa di Norata. L'uscita del segretario provinciale Vincenzo Fumetta apre un caso all'interno della maggioranza che sostiene il sindaco Leoluca Orlando. Da un lato Rifondazione comunista e dall'altro Italia Viva, partito quest'ultimo che ha indicato Norata alla Rap.

Non è una novità infatti che tra lo schieramento di Giusto Catania e i renziani non corra buon sangue. E dopo la tregua scaturita dal "no" alla sfiducia al sindaco, adesso riprende il braccio di ferro. "Palermo - dichiara Fumetta in una nota - è ormai diventata una discarica a cielo aperto. Ci sono altre ragioni ed altri interessi ben più determinanti della maleducazione di qualche cittadino. Ormai è dal 2017 che viviamo una situazione in continuo peggioramento. Rap ha avuto rinnovato il contratto di servizio per i prossimi 15 anni ed è grave che non vi sia neanche l'ombra di un rilancio industriale dell'azienda. Rap 4 mesi fa doveva avviare lo spazzamento automatizzato e ad oggi non si è fatto nulla". 

"Come se non bastasse - incalza Fumetta - intere zone della città non vengono mai spazzate e dove questo servizio è offerto, ci pare, venga svolto la domenica con costi maggiori dovuti agli straordinari pagati agli operatori? Ed ancora di chi è la colpa se i 100 lavoratori Reset, fondamentali per aumentare la raccolta differenziata, non sono ancora transitati in Rap? Nel 2020 gli obiettivi di raccolta differenziata prefissati nel contratto di servizio non sono stati raggiunti e su questo c'è una grave responsabilità dei vertici di Rap. Non crediamo che Palermo debba essere inevitabilmente condannata alla sporcizia ed all’incuria, si può amministrare diversamente e bene la gestione rifiuti senza evocare la necessità di costruire mostri inquinanti come i termovalorizzatori".

La nota del segretario di Rifondazione comunista si conclude con un appello al sindaco Orlando, affinché "provveda subito a cambiare tutto il management di Rap con una più efficiente e motivato. Questa è a nostro avviso una scelta non più rinviabile, una decisione che mostri la volontà di cambiare veramente pagina". L'attacco degli uomini di Giusto Catania a Italia Viva (che ancora non ha replicato) arriva in un momento di grandissima difficoltà per la città sul fronte rifiuti, forse il peggiore durante la sindacatura-bis di Orlando.

Bellolampo è satura, l'ampliamento della sesta vasca avrà il via libera non prima di gennaio e per la settima vasca i tempi sono ancora molto più lunghi. I vertici di Rap lamentano la mancanza di discariche alternative in cui conferire i rifiuti prodotti a Palermo (circa mille tonnellate al giorno). In strada sono rimaste almeno 2 mila tonnellate d'immondizia da raccogliere e Rap ha ricominciato a riempire il piazzale di Bellolampo. In attesa del bando per portare i rifiuti fuori dalla Sicilia (la scadenza per le offerte è il 21 dicembre), è questa l'unica soluzione indivuduata da Rap per scongiurare l'emergenza igienico sanitaria. Basterà?

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