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Rifiuti a due passi dal Duomo di Monreale

Rifiuti a due passi dal Duomo di Monreale

Emergenza rifiuti a Monreale, il sindaco chiede aiuto alla Regione

Non si ferma lo sciopero dei dipendenti dell'Ato Pa2 che non hanno ancora ricevuto lo stipendio. Di Matteo chiede di poter utilizzare una nuova discarica. "Stipendi pagati, compito della raccolta affidato a ditta esterna"

Ormai si è ai limiti dell’emergenza sanitaria a Monreale. Non si ferma infatti lo sciopero a oltranza dei dipendenti dell’Ato Pa2 che non hanno ancora ricevuto lo stipendio. La cittadina normanna è ormai invasa dai rifiuti tanto che il sindaco Filippo Di Matteo, ha chiesto al dirigente del dipartimento regionale Acque e rifiuti, Vincenzo Emanuele, di essere autorizzato in via provvisoria a potere conferire i rifiuti in una nuova discarica oltre a quella di Trapani, dove è stato posto un limite. “Una soluzione necessaria – afferma Di Matteo – per le condizioni igienico-sanitarie in cui versa tutto il territorio e scongiurare l'insorgere di problemi che stanno potrebbero mettere a rischio l'incolumità dei cittadini”. Il primo cittadino, inoltre, si è appellato oltre che alla Regione anche al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione.


Per quanto riguarda, invece il problema dei lavoratori Ato Palermo 2 che da settimane sono in sciopero per i mancati pagamenti dello stipendio di febbraio da parte della società, Di Matteo ha dichiarato: “I miei uffici hanno regolarmente proceduto al pagamento dello stipendio del mese di febbraio così come da accordo sottoscritto il 6 febbraio scorso con i commissari liquidatori, quindi considerato il perdurare della protesta da parte dei lavoratori, sono stato costretto ancora una volta ad affidare il servizio raccolta ad una ditta esterna che sta procedendo regolarmente a rimuovere i cumuli di immondizia. La raccolta - conclude il sindaco - potrebbe essere resa più veloce se la Regione ci autorizzasse a conferire i rifiuti in un altro sito oltre a quello della discarica di Trapani dove hanno posto dei limiti”.

A puntare il dito contro il sindaco, Filippo Di Matteo, è Massimiliano Lo Biondo, consigliere comunale del Pd. "Il problema è ormai noto da tempo ma ciò che non si conosce è ciò che intende fare l'amministrazione per tutelare i lavoratori e far ripartire una gestione sana della società – dice -. L'unica cosa certa è che l'amministrazione ha aumentato Tarsu, Irpef, acqua, suolo pubblico, ma di servizi efficienti ed economici non vi è traccia. Se l'amministrazione ritiene che le misure politiche e amministrative non sono più sufficienti, allora si rivolga alla Procura della Repubblica. Altrimenti adotti lei misure corrette per una sana gestione".

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