Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Sempre più rifiuti ingombranti abbandonati, Orlando: "Dietro c'è organizzazione illegale"

Dal 2015 al 2019 la produzione è passata da 200 tonnellate mensili a una media di oltre 400, con punte di 1.000. Malgrado l'aumento dei conferimenti regolari, non diminuiscono le discariche abusive. Il sindaco: "Fenomeno costato ai cittadini 1,6 milioni di euro annui"

Le discariche abusive di rifiuti ingombranti non sono soltanto frutto d'inciviltà. Dietro un abbandono crescente c'è "un'organizzazione illegale".

Ne è convinto il sindaco Leoluca Orlando, che dice: "Il numero e le modalità dei conferimenti di rifiuti ingombranti a Palermo negli ultimi anni, uniti all’analisi della tipologia degli stessi, sembra confermare che dietro il fenomeno dell’abbandono vi sia una organizzazione illegale. Un'organizzazione che nel 2018 è costata ai cittadini di Palermo non meno di un milione e seicento mila euro annui". Dichiarazioni messe nero su bianco dopo "aver studiato i dati forniti dalla Rap circa la raccolta di rifiuti di questo tipo in città nel periodo compreso fra il 2015 e il 2019".

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Secondo quanto reso noto dall'amministrazione comunale, "i numeri mostrano innanzitutto come negli ultimi anni la quantità di rifiuti ingombranti prodotti in città (e raccolti dalla Rap) siano in continua crescita, da poco più di 200 tonnellate mensili a inizio 2015 fino a una media superiore alle 400 tonnellate con punte di oltre 1.000". 

Inoltre, nonostante cresca in modo costante e sostanzioso lo smaltimento legale - cioè quello tramite il ritiro a domicilio da parte della Rap o tramite il conferimento diretto presso isole ecologiche e Ccr, stabilmente ormai sopra il 55% (con punte del 70%) - il numero assoluto di ingombranti smaltiti illegalmente non tende a diminuire.

"Siamo di fronte a delle 'anomalie' - afferma Orlando - che però appunto potrebbero spiegarsi con l’esistenza di una organizzazione dedita in modo sistematico alla raccolta, al 'trattamento' e allo smaltimento illegali dei rifiuti. Basta infatti guardare alle tipologie dei rifiuti, che sono tutti di scarso o nullo valore, mentre non compaiono o sono quasi irrilevanti quelli di valore, come il ferro e il cartone, che evidentemente qualcun altro ben organizzato raccoglie e smaltisce".

Il riferimento del sindaco è ai dati per singole tipologie di rifiuto, che mostrano come il ferro sia del tutto residuale (circa l’1%) mentre il cartone (frazione ritenuta pregiata) non venga di fatto rilevato statisticamente. Per altro l’incredibile numero di frigoriferi abbandonati dopo essere stati "alleggeriti" di tutto il materiale ferroso, è ulteriore conferma di una ben strutturata organizzazione di recupero, "trattamento" e smaltimento. Ancor più grave è il danno, se si considera che gli ingombranti generici (mobilio, materassi, plastica non riciclabile ecc...) costituiscono anche la frazione con maggiore massa, con un ulteriore aggravio sui costi di smaltimento (200 euro per tonnellata).

"A monte di tutto questo - conclude il sindaco - vi è ovviamente un fatto. Sono i cittadini, i semplici cittadini, che devono affidarsi a ditte serie per lo smaltimento dei propri rifiuti. Sono i cittadini che, quando comprano un elettrodomestico nuovo, devono pretendere il ritiro gratuito e registrato - come impone la legge - di quello vecchio, sono i cittadini che quando acquistano un nuovo materasso devono chiedere il ritiro alla Rap o da parte della stessa ditta che vende e che deve certificare dove conferisce l’usato, sono i cittadini che quando vanno dal gommista devono rifiutare di farlo in impianti abusivi. Il danno che questa attività illegale si calcola in milioni di euro che gravano sulla collettività ed anche per questo chiederò che questi temi siano affrontati dalla Procura ed in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza".

"Tutti questi dati - affermano il vicesindaco Fabio Giambrone e l’assessore Giusto Catania - ci restituiscono comunque anche due elementi positivi. Il primo, che conferma la bontà delle scelte operate dall’amministrazione, è il calo drastico avvenuto a partire dall’inizio del 2019, forse non casualmente collegato con l’attivazione dei Ccr che sostengono un carico enorme di lavoro e che hanno dato un messaggio chiaro ai cittadini circa la possibilità di smaltimento legale. Il secondo è quello che conferma la necessità di una linea dura a 360 gradi contro chi, per profitto, distrazione o lassismo, si rende protagonista o complice di questi comportamenti illegali che danneggiano la città e i cittadini".

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