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Cronaca

Inchiesta sull'emergenza rifiuti, indagati oltre cento netturbini

Sono dipendenti dell'Amia e dell'Amia Essemme. Identificati durante i picchettaggi, avrebbero impedito agli automezzi di uscire dal deposito di Brancaccio. I magistrati contestano loro l'interruzione di pubblico servizio

Sono un centinaio gli iscritti nel registro degli indagati dai pm, nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti in città. Sono dipendenti dell'Amia e dell'Amia Essemme, le ditte che gestiscono la raccolta e lo spazzamento delle strade, che avrebbero determinato il blocco delle attività nei giorni scorsi impedendo ai colleghi di lavorare. I magistrati contestano loro l'interruzione di pubblico servizio. La procura indaga anche per violenza privata e frode.

Lo stop della raccolta ha causato gli accumuli dei rifiuti che hanno fatto scattare l'emergenza. A identificarli è stata la Digos, intervenuta durante i picchettaggi che hanno impedito agli automezzi dell'Amia di uscire dal deposito di Brancaccio. La procura indaga anche per violenza privata e frode in pubbliche forniture e sta valutando eventuali danni alla salute dopo le denunce di malori presentate da alcuni cittadini.
 

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