La città affoga nei rifiuti, boom di assenze alla Rap: "Licenzieremo chi fa ostruzionismo"

L'azienda minaccia procedimenti disciplinari nei confronti di quei dipendenti, una decina circa, che nei giorni scorsi hanno "rallentato o impedito" la raccolta dell'immondizia. Dopo i casi di Covid (26 i positivi) raffica di defezioni: l'80% tra i capi area

Raffica di assenze tra i dipendenti della Rap dopo i casi di Covid tra i netturbini e Palermo affoga nell'immondizia. I rifiuti non raccolti superano ormai le 2 mila tonnellate: a metterlo nero su bianco sono i vertici dell'azienda, che annunciano pugno duro contro una decina di dipendenti responsabili di "atteggiamenti ostruzionistici" che hanno "rallentato o impedito" la raccolta della spazzatura, tanto da minacciare l'avvio delle procedure di licenziamento. 

In un report sull'emergenza in corso inviato al sindaco Leoluca Orlando, agli assessori al ramo e per conoscenza al prefetto e ai vertici dell'Asp, il presidente Giuseppe Norata e il direttore generale Roberto Li Causi hanno rilevato una serie di "assenze ingiustificate" in seguito al focolaio scoppiato in azienda, dove sono stati acclarati 26 casi di positività al Coronavirus. Ad oggi sono circa 950 i dipendenti sottoposti a tampone e a test sierologico, su un totale di 1.750. Per completare i test su tutti i lavoratori ci vorranno altri tre giorni. Una situazione che ha inceppato l'organizzazione del lavoro e, malgrado alcuni spostamenti (circa 50 addetti spostati dal settore ingombranti e spazzamento alla raccolta dei rifiuti solidi urbani), numerosi itinerari sono rimasti scoperti. Ciò significa immondizia rimasta per strada.

L'apporto delle due ditte private assoldate da Rap - in campo con 5 compattatori e 2 pale gommate - non è bastato a coprire le numerose defezioni. Negli ultimi giorni, tra malattia, legge 104 e quarantena, la Rap ha dovuto fare i conti con carenze d'organico del 40-50%. Dato che schizza all'80% nel personale con funzioni di responsabile e capo area, che ha determinato "un inevitabile rallentamento dei servizi di igiene ambientale".  

"L'organizzazione del servizio - aggiungono i due manager - in questi ultimi giorni ha infatti risentito e risente maggiormente dalla assenza per malattia delle cosiddette funzioni apicali che organizzano il servizio di raccolta che risultano essere positivi al Covid nella quasi totalità dei casi".

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Ma c'è anche chi se ne approfitta: venerdì ad esempio era assente il 70% degli autisti e le visite fiscali al momento sono bloccate. Motivo per cui il direttore Li Causi ha preso nuovamente carta e penna per scrivere una lettera al personale. "Nelle ultime ore in particolare, si è riscontrato un diffuso atteggiamento ostruzionistico da parte di pochissimi dipendenti che, adducendo motivazioni pretestuose, ha rallentato o impedito lo svolgimento dei servizi. Se immediatamente dopo la notizia di alcuni casi di Covid-19 erano comprensibili dei timori, oggi non è possibile accettare né tantomeno assecondare comportamenti che in modo pretestuoso arrecano danno all'azienda e, in ultima analisi, ai tanti lavoratori che ogni giorno stanno svolgendo il proprio lavoro con rispetto e diligenza. I servizi di igiene urbana sono irrinunciabili ed indifferibili e ciascun lavoratore è tenuto a fare tutto quanto in suo potere per contribuire a scongiurare il verificarsi di una emergenza igienico-sanitaria. Lo dobbiamo per rispetto ai cittadini di Palermo e del nostro posto di lavoro". Ecco perché, Li Causi richiama al "buon senso e alla buona volontà", altrimenti scatterà la tolleranza zero: "Ulteriori atteggiamenti pretestuosi e ostruzionistici, non potranno che essere oggetto di procedimento disciplinare".

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