Bellolampo è in tilt e in altre discariche non c'è spazio: raccolta a rilento, scatta l'emergenza rifiuti

Con l'ennesima crisi, dovuta alla chiusura della discarica di Alcamo e alle difficoltà di conferimento nei siti del Catanese, la città rischia il blocco dei servizi di nettezza urbana. La Rap garantisce solo l'essenziale. E intanto l'indifferenziata aumenta

La Rap non sa più dove mettere la spazzatura. Bellolampo è in tilt, con i piazzali di nuovo strapieni di rifiuti, e la chiusura della discarica di Alcamo (sprovvista di autorizzazioni regionali e per questo bloccata) fa piombare Palermo nell'ennesima emergenza rifiuti.

La raccolta procede a rilento già da stanotte, con la Rap che ha garantito la pulizia solo le postazioni vicine a scuole, ospedali, caserme e uffici pubblici. I camion pieni di rifiuti sono stati poi costretti a fermarsi davanti ai cancelli della discarica. E' l'anticamera di un blocco che tutti gli attori istituzionali, dal Comune alla Regione, vogliono scongiurare. Ma come? La speranza è che Alcamo possa riaprire a breve e che la discarica catanese di Oikos non si fermi. Al momento la Rap non è riuscita a trovare un sito per il conferimento dei rifiuti, ad eccezione di una quantità minima di 200 tonnellate che potrà essere portata a Gela, ma solo a partire da domenica.

Fiadel-Cisal: "La Regione intervenga, Rap non sia lasciata sola"

Evidentemente tutto ciò non basta rispetto ai volumi d'immondizia indifferenziata prodotta in città, che addirittura è aumentata da 850 a 1.150 tonnellate al giorno. Il motivo è stato rintracciato nei "pendolari" dei rifiuti, chi cioè dai Comuni limitrofi porta la spazzatura in città. La Regione, malgrado la collaborazione istituzionale che si è rafforzata con il Comune, non è ancora riuscita a trovare una valvola di sfogo per la Rap: le ipotesi in campo, oltre a Gela, sono aggrappate alla possibilità di portare i rifiuti nella discarica di Trapani e in parte anche a Enna.

Per quanto riguarda l'abbancamento di 140 mila tonnellate in cima alla sesta vasca, c'è l'ok delle strutture regionali ma il progetto non è ancora definito. Sui rifiuti fuori dalla Sicilia Rap non è d'accordo (chi paga?), mentre la settima vasca - bene che vada - non sarà pronta prima di un anno. E la differenziata? Già, la differenziata. A Palermo resta un flop anche nel 2020 perché, malgrado piccoli aumenti, si riciclano quantità ben al di sotto della media nazionale e regionale. 

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