Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Emergenza rifiuti, Barbera: “Termovalorizzatore ipotesi valida”

Secondo l'assessore all'Ambiente sarebbe una "soluzione compatibile, in termini ambientali, energetici ed economici. Ma solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti"

Blocchi stradali all'Acquasanta - foto Salvo Lo Giudice

Un termovalorizzatore come soluzione all’emergenza rifiuti. L’idea arriva dall’assessore all’Ambiente Giuseppe Barbera. “Un termovalorizzatore – dichiara l’assessore in una nota - sarebbe una soluzione compatibile, in termini ambientali, energetici, economici, solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti. In questo modo solo una porzione minima dei rifiuti dovrebbe finire in discarica o potrebbe essere incenerita con recupero di energia".

"L’esperienza europea – spiega Barbera - anche in grandi città e anche con impianti ubicati nei centri abitati, è finora assicurante sui ridotti impatti sanitari, ma appunto tali esperienze sono legate a politiche complessive di gestione dei rifiuti, che si basano innanzitutto sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo. Nella nostra realtà però va ricordato che la previsione dei termovalorizzatori fatta a suo tempo dai governi regionali è stata molto diversa: al di fuori di qualsiasi vera politica dei rifiuti e immaginando questi impianti come dei semplici forni in cui bruciare qualsiasi cosa: soluzioni da incubo e con impatti sulla salute certamente dannosi”.

Ma ad avere un ruolo importante, soprattutto a Palermo, secondo Barbera (nella foto a destra) deve essere la raccolta differenziata. “Quel che è certo è che a Palermo e in tutta la Sicilia – continua l’assessore – dobbiamo avviare una politica dei rifiuti radicalmente diversa, affidata ad una gestione efficiente che superando l'emergenza guardi al futuro, miri a ridurre la quantità di rifiuti prodotti (oltre un chilo a testa ogni giorno è un quantitativo spropositato), realizzi un ciclo di raccolta, smaltimento e riciclo davvero virtuoso. Solo aumentando drasticamente la percentuale di raccolta differenziata, Palermo potrà evitare di trovarsi fra qualche anno in una emergenza che non darà appello”. giuseppe_barbera-2

La città è chiamata ad uno sforzo straordinario portare a livelli europei la quota di raccolta differenziata, quindi dall’attuale 7% al 50% circa, produrre meno rifiuti  confidando anche su nuove abitudini dei cittadini, attivare forme di riciclaggio domestico e su piccola scala. Se riusciremo a fare questo – conclude Barbera - e se riusciremo quindi ad avvicinarci agli obiettivi della strategia 'rifiuti zero' avremo bene affrontato il problema. Un fallimento su questo fronte non è possibile perché né uno né cento termovalorizzatori potrebbero allora venirci in soccorso”.

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