Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Emergenza idrica a Cinisi, è scontro tra il sindaco e l'Ato idrico

Giangiacomo Palazzolo, dopo settimane di disservizi, rompe i catenacci dell'acquedotto di Case Api e restituisce l'acqua ai cittadini. Tutta l'opposizione approva la sua scelta: un atto dovuto. Il futuro però rimane incerto

L'acquedotto di Cinisi - Foto: La Rigenerazione

Il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, dopo settimane di disservizi, dice basta all'emergenza idrica e va allo scontro con il commissario dell'Ato Pa 1. Lo scorso lunedì ha emesso un'ordinanza di contingenza e urgenza con la quale ho dato ordine al commissario straordinario dell'Ato Idrico Pa 1 di risolvere il problema entro le ore 14.15 di lunedì, cosa che non è avvenuta e per questo il primo cittadino ha deciso di rompere, con un atto di forza, i catenacci dell'acquedotto di case Api mettendo così fine ai disagi che stavano vivendo i suoi concittadini.

"Il sindaco - si legge nell'ordinanza - in qualità non solo di autorità locale ma anche di ufficiale di Governo ha il dovere di assicurare l’erogazione dell’acqua per evitare l’insorgere di emergenze che possono sfociare in gravi fatti afferenti la sicurezza urbana; tenuto conto che l’erogazione dell’acqua rappresenta un servizio essenziale; considerato che l’interruzione dell’erogazione dell’acqua sta causando un’emergenza igienico-sanitaria e di ordine pubblico, in relazione alla quale il sindaco ha il dovere di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti tesi al ripristino delle condizioni di normalità che devono caratterizzare la vita della comunità; ordina al commissario straordinario dell’Ato Pa 1, emergenza idrica di regolarizzare il servizio entro le ore 14:30 di oggi; in assenza del rispetto dell’ordine impartito e in esecuzione della presente ordinanza si provvederà ad accedere alla rete idrica, al solo fine di garantire il servizio suddetto, con personale qualificato del Comune di Cinisi, e  sino a quando lo stesso commissario straordinario non sarà in grado di riattivare la gestione del servizio idrico presso il Comune di Cinisi".

Detto fatto. Prima di agire, continua l'ordinanza, "la pubblica amministrazione ha più volte sollecitato alle autorità competenti il ripristino e/o il regolare funzionamento del servizio idrico" cosa che non solo non è avvenuta ma, al contrario, "dalla giornata di venerdì 20 giugno il servizio è stato totalmente interrotto per scadenza del contratto del personale Aps".

A tutto questo si aggiungono le numerose segnalazioni giunte da imprenditori e cittadini dalle quali è emersa una situazione disastrosa: "anziani, bovini e poliambulatorio senz'acqua e strutture alberghiere e bar a rischio chiusura; ho il dovere di intervenire e sono pronto a fare un passo indietro nel momento in cui i gestori, con cui abbiamo un contenzioso proprio per riottenere la gestione, saranno in grado di garantire il servizio", dichiara il sindaco. Tutta l'opposizione ha sostenuto l'iniziativa del primo cittadino ritenendo l'atto dovuto.

Sono 52 in tutto i Comuni della provincia di Palermo i cui servizi idrici dopo il fallimento dell'Aps sono stati affidati momentaneamente all'Ato Idrico Palermo 1 fino al prossimo 30 giugno. Successivamente il servizio dovrebbe passare ad un nuovo gestore siracusano Onda energia. Dieci comuni però, tra i quali Cinisi, hanno chiesto di riavere la gestione e la Corte d'appello gli ha dato ragione.

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