Bimbi in classe con cappellini e sciarpe, emergenza freddo nelle scuole di mezza città

Il caso della Mantegna Bonanno, nel cuore di Boccadifalco, dove l'impianto di riscaldamento non esiste e da giorni le pompe di calore hanno smesso di funzionare. Aule al freddo pure alla Montegrappa Sanzio, dove i genitori hanno organizzato una protesta. Disagi anche al Gioeni Trabia

La scuola Mantegna Bonanno a Boccadifalco

Bimbi al freddo costretti a seguire le lezioni con cappellini di lana e giubbotti addosso. Insegnanti decimate a letto con l’influenza. Causa, anche, di pompe di calore guaste e impianto di riscaldamento inesistente. Hanno al massimo 6 anni gli scolaretti della scuola materna Mantegna Bonanno, nel cuore di Boccadifalco, che da una settimana si ritrovano a patire il freddo all’interno dell’istituto. Da un paio di giorni hanno disertato le lezioni, complice non solo la preoccupazione dei genitori ma anche l’assenza delle maestre in malattia per via di febbre e raffreddori.

Piove in classe, protesta dei genitori all'asilo De Gasperi

Una situazione nota alla scuola nella periferia di Palermo che, tuttavia, non aveva mai meritato le pagine della cronaca per via dei rimedi tampone messi in atto dal plesso, come alcune pompe di calore appena appena funzionanti. A inizio anno, però, il guasto. “Il plesso in questione non è mai stato dotato di impianto di riscaldamento e, in tutti questi anni, la questione è stata ovviata con l'installazione di condizionatori - spiega Pasquale Guaglianone, genitore e presidente del consiglio d’istituto -. Mai una adeguata manutenzione e, così, hanno smesso di funzionare. Il guaio? Che i bambini più piccoli sono costretti a rimanere al gelo durante le ore scolastiche”.

Bimbi in classe con il plaid contro il gelo

Nei mesi di novembre e dicembre, quando la colonnina di mercurio risultava essere più diplomatica, alcune insegnanti avevano provveduto a rendere più confortevole l’ambiente con degli scaldini da bagno portatili, tuttavia con scarsi risultati. “Pur di far stare al caldo i bambini, di non mettere a rischio la loro salute, che poi è quella di un lavoratore, alcune docenti le hanno provate tutte - tuona Daniela Gemelli, collaboratrice del dirigente scolastico Concetta Giannino -. Da una parte le pompe di calore erano insufficienti a scaldare l’intero plesso, dall’altra l’uso di questi scaldini faceva saltare di continuo la corrente. E' inverosimile che una scuola sia costretta a dover subire questi disagi”.

Anche una scuola materna comunale, così, si trova ad affrontare l’emergenza freddo. “Nonostante le molteplici segnalazioni fatte pervenire dalla scuola agli organi competenti, addirittura risalenti al mese di settembre scorso, a oggi l’Amministrazione comunale non ha dato nessuna risposta - prosegue Guaglianone -. E questa è solo l'ultima emergenza che la scuola si trova ad affrontare. Da anni ormai anche l’ascensore destinato all’uso del trasporto disabili è fuori uso in attesa di essere riparato con tutti i disagi derivanti dal mancato utilizzo di ciò. La scuola si pone in un contesto sociale svantaggiato derivante dalla mancanza di attenzione delle amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute, fatto che scaturisce in un progressivo e costante degrado che interessa tutto il quartiere, in larga parte ormai abbandonato a se stesso”.

Esposto del Codacons: "Chiudere le scuole senza riscaldamento"

Disagi su disagi e un unico comune denominatore: alunni a casa. “La presidenza ha formalmente chiesto al Comune la messa in opera dell’impianto di riscaldamento. Abbiamo chiesto come mai il nostro plesso fosse rimasto senza riscaldamenti e ci è stato risposto che, se fin qui non era stato adeguato con gli impianti, è perché non era una priorità in quanto dotato di pompe di calore”, puntualizza la professoressa Gemelli. "Adesso che la nostra unica fonte di calore è fuori uso, che non è mai stato messo in piedi alcun intervento di manutenzione per poterla garantire e custodire, che ci si è resi conto che tuttavia era insufficiente a scaldare, forse qualcuno ci ascolterà - conclude la vicepreside -. Avevamo avanzato la proposta di spostare i bambini al piano terra dell’istituto centrale per il mese di gennaio e febbraio. Ma non è possibile. Mancano i bagnetti per l’infanzia, l’arredo su misura. Questi piccoli alunni da lì sono inamovibili. Ma non possono morire di freddo”.

Gli altri casi

Vincenzo Figuccia-4La Mantegna Bonanno è solo l’ultima delle scuole che in questi giorni sta denunciando quella che sembra una vera e propria emergenza. Termosifoni fuori uso alla scuola Di Matteo, pioggia in classe all’asilo De Gasperi, temperature gelide anche alla Montegrappa Sanzio di via Gustavo Roccella, che ospita circa 800 bambini di scuola dell'infanzia e primaria. Qui si tratterebbe di un guasto tecnico ma l'assenza di risposte e di tempi certi per il ripristino dell'impianto da parte del comune e degli uffici preposti, ha spinto buona parte dei genitori ad organizzare una protesta pacifica dinanzi al plesso di via Gustavo Roccella. 

Ad intervenire sulla questione il deputato regionale Vincenzo Figuccia: "I rilievi della programmazione Scuole Sicure in Sicilia stanno testimoniando come nella nostra città e più in generale nella nostra Regione, tanti edifici presentino carenze di ogni tipo e il Montegrappa Sanzio ne è un esempio eclatante. Ho già contattato l'assessore al ramo e il dirigente del servizio per chiedere un intervento tempestivo. Pochi giorni di freddo non possono pregiudicare i diritti dei nostri ragazzi".

Disagi anche alle superiori

Ma non sono solo i più piccoli a patire i disagi. I riscaldamenti sono guasti all’istituto Nautico Gioeni Trabia. Al Marco Polo gli alunni abbandonano le classi, "sciopero" pure al Failla Tedaldi di Castelbuono. La Rete degli Studenti Medi incalza la Città metropolitana: "Impossibile stare in aula, il sindaco Orlando ci riceva al più presto". Al momento dall'ex provincia non è arrivata alcuna replica.

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