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Cronaca

L'epidemia non ferma la violenza contro le donne, in Procura decine di denunce

Nonostante i blocchi ed i divieti imposti dall'emergenza Coronavirus gli esposti per maltrattamenti, lesioni, stalking e violenza sessuale registrano solo un lieve calo. Anche se buona parte dell'attività giudiziaria è sospesa, questo tipo di indagine procede invece senza alcuna limitazione

I blocchi e i divieti di questi giorni saranno forse efficaci per tentare di fermare la diffusione del Coronavirus, ma non sembrano invece avere alcun effetto su un altro virus, prettamente sociale, quello della violenza sulle donne. Negli uffici della Procura guidata da Francesco Lo Voi, infatti, continuano ad arrivare senza sosta denunce per maltrattamenti, stalking, lesioni ed abusi sessuali.

I numeri - che restano molto elevati - hanno segnato comunque un piccolo calo: non siamo a certe giornate dei mesi scorsi in cui arrivavano anche più di venti esposti in un solo giorno, ma il dipartimento "Fasce deboli", coordinato dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi, è di fatto impegnato esattamente come se non ci fosse l'epidemia.

Buona parte dell'attività giudiziaria è stata sospesa dal gorverno nazionale, ma ovviamente non quella relativa ai casi più urgenti. Le procedure dettate dal così detto Codice rosso, dunque, non hanno subito alcuna variazioni: si può denunciare e, come previsto dalla legge, si viene sentiti dagli investigatori entro tre giorni. In altre zone d'Italia, dove l'epidemia si è diffusa più massicciamente, i termini per l'audizione delle vittime vengono qualche volta leggermente allungati.

Prima dell'emergenza sanitaria, solo fino a qualche settimana fa, la violenza contro le donne era stata definita come una delle questioni più gravi e preoccupanti nel Paese. E anche nel distretto giudiziario di Palermo (che comprende pure i tribunali di Termini Imerese, Agrigento, Sciacca, Trapani e Marsala) tutti i dati relativi ai reati in cui le vittime sono donne - divulgati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario - hanno segnato aumenti spaventosi. A cominciare dagli omicidi. E questo nonostante le statistiche si fermassero ad un periodo precedente all'introduzione del Codice rosso, avvenuta ad agosto, cioè all'arco temporale tra il primo luglio 2018 ed il 30 giugno dell'anno scorso.

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