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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Arenella-Vergine Maria / Via Cardinale Mariano Rampolla

Spesi 1,5 milioni per adibirlo a Covid hospital, ma l'ex Imi non ospiterà pazienti col Coronavirus

Ad aprile, in piena emergenza sanitaria, l'annuncio della Regione. Una quarantina i posti letto, tra cui anche terapia intensiva e sub intensiva. Ora il dietrofront: "Non è attrezzato per i pazienti che hanno più patologie". Il sindacato Cimo: "Non si perda altro tempo per pianificare"

Prima l’annuncio da parte della Regione, ad aprile, in piena emergenza sanitaria: “L’ex Istituto materno infantile diventerà Covid hospital”. A seguire il sopralluogo del presidente Nello Musumeci e dell’assessore Ruggero Razza e l’accelerata per allestire a Villa Belmonte una sessantina di posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, una Tac (costata 400 mila euro) e dotare la struttura di tutto ciò che sarebbe potuto servire per affrontare la pandemia. Un progetto che è costato già un milione e mezzo di euro ma che potrebbe non vedere mai la luce, quantomeno come ospedale dedicato ai pazienti affetti da Coronavirus.

"Non si può ripetere ciò che accadde nella prima fase - commentano in una nota del sindacato dei medici Cimo - quando si perse oltre un mese prezioso per programmare e pianificare l’assistenza sanitaria in città. Oggi la prospettiva sembra andare verso un ospedale Cervello nuovamente Covid hospital ma che ha già saturato gli 8 posti letto di Terapia intensiva. Il Civico, con due Terapie intensive, non ha attivato nulla per i malati Covid e se domani dovesse comparire un malato da intubare non saprebbero dove ricoverarlo. A giugno erano stati già spesi oltre 3 milioni di euro di cui oltre 1,5 milioni solo per l’ex Imi di Villa Belmonte dove bisognava attrezzare 40 posti letto di Terapia Intensiva e Sub Intensiva. Che fine hanno fatto questi fondi? Per chi e per cosa sono serviti? Ed i restanti da spendere?", concludono dal sindacato.

L'ex Imi prende forma: "Dopo emergenza resterà realtà efficiente"

Ieri pomeriggio si è tenuta un riunione in assessorato alla quale hanno partecipato l’assessore Razza, il suo entourage e i direttori generali delle strutture ospedaliere di Palermo e provincia. Secondo i medici del sindacato la situazione attuale, con il numero dei casi di contagio in salita nelle ultime settimane, potrebbe presto andare fuori controllo. "Il Cervello ha saturato i posti letto di Malattie infettive e l’Arnas sta saturando i suoi (18 occupati su 23). La sanità palermitana si trova a ricevere i malati della Sicilia occidentale compensando il vuoto assistenziale di Agrigento Trapani e Caltanissetta".

villa belmonte ex imi-2

Allora perché non sfruttare l’ex Imi e i suoi 40 e oltre posti letto di Terapia intensiva e sub intensiva? "Le somme spese - spiega a PalermoToday Alessandro Caltagirone, il commissario straordinario del Policlinico da cui dipende l’ex Materno infantile - non saranno perse perché saranno servite, a prescindere da tutto, per riattivare la struttura. Gli scenari sono in continua evoluzione e non sono gli stessi di marzo-aprile. Al mio insediamento ho fatto presente all’assessorato che non era il caso di gestire lì i casi Covid perché avremmo avuto problemi con i pazienti che hanno più patologie e che possono avere bisogno anche di altre specialità sanitarie che lì non sarebbero presenti".

L'Imi diventa Covid hospital - le foto

Il nuovo obiettivo sembra essere quello di rendere l’ex Imi una struttura sanitaria destinata al genere femminile. "Stiamo interloquendo con l’assessore per trovare un’identità. L’idea - conclude Caltagirone - è quella di aprirci una Breast unit e riportare nelle sedi centrali quello che attualmente si trova a Villa Belmonte. Di certo quei soldi non saranno stati spesi inutilmente". Negli ultimi giorni sono state avanzate tante ipotesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria e i numeri di quella che potrebbe trasformarsi presto in una seconda ondata di contagi, come aumentare i posti letto al Cervello, l’ospedale su cui graverà la maggior parte del peso, allestire una ventina di posti letto di Rianimazione all’Ismett e altro ancora. L’ultima parola però spetta alla Regione che ancora non ha chiarito le prossime mosse.

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