Cronaca

Continua l’emergenza cinghiali nel parco delle Madonie

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ma la legge appena approvata dall’assemblea regionale dell'11 agosto 2015 n 18, che dovrebbe prevedere gli abbattimenti e il controllo della fauna selvatica sembra che non sarà mai applicata. Questa nuova legge non è altro che l’art 4 della L. R. sulla  caccia  33\97, che individua i soggetti preposti ad effetuare catture e abbattimenti di fauna selvatica. Ma nello specifico l’Ente Parco delle Madonie, non ha guardie parco anche se ha piu di 80 impiegati non ha al suo interno le figure dei guardia parco.

Le guardie forestali possono effettuare le catture purchè le stesse guardie siano munite di porto d’armi per uso caccia, i terzi soggetti interessati sono le guardie venatorie giurate sempre se in possesso di porto d’armi da caccia, ma proprio le guardie venatorie che per i servizzi sono comandate dalle Ripartizioni Faunistiche  Venatorie Provinciali da un paio di anni sono state penalizzate, per mancanza di fondi. La Ripartizione Faunistica Venatoria di Palermo o meglio l’Assessorato Regionale per l’Agricoltura lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea, negli ultimi anni non investe un solo euro in controlli, ripopolamenti, servizzi antibracconaggio censimenti.

Ma stranamente i cacciatori continuano ad andare a caccia a pagare le tasse! I soldi ricavati dalle tasse dovrebbero servire proprio per finanziare attività di controllo fauna, ripopolamenti, abbattimenti di selezione, censimenti. Forse siamo l’unica Provincia d’Italia ha non riuscire a gestire e salvaguardare  il nostro patrimonio faunistico definito bene indisponibile dello stato. Ancora dietro all’esasperazione dei tanti agricoltori, allevatori e semplici proprietari di terreni che subiscono continuamente danni arrecati dalla fauna selvatica senza essere rimborsati, vi è un giro di contrabbando di carni, perpetrato da vere e proprie organizzazioni di cacciatori o meglio bracconieri che 360 giorni all’anno indisturbati si aggirano per tutto il territorio dei comuni di San Mauro Castelverde, Pollina, Cefalù, Castelbuono, Geraci Siculo, quasi giustificati dall’opinione pubblica e non solo in quanto in questo modo, si contiene il numero dei cinghiali.

La riflessione finale, e quella che se si spara da anni in tutto il periodo di caccia che va da settembre a gennaio e poi da febbraio a settembre in maniera incontrollata nelle zone del Parco delle Madonie, e non solo, e nessuno si permette di fare controlli, se la ripartizione faunistica venatoria non comanda piu servizzi da almeno dieci anni di controllo dell’attivita’ venatoria, se l’Ente Parco fino ad ora si è giustificato per l’inadeguatezza della legge sui Parchi o nel non saper leggere la legge 33\97 art 4 , l’Assessorato pensa che sia un problema del Parco la gente soffre altri si divertono. Ma nessuno ancora oggi affronta con serietà il problema.

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