Emergenza cimiteri, il sindacalista Barone contro Orlando: "No allo scaricabarile sulla Reset"

Per il sindaco ci sono alcuni lavoratori "remano contro". Il segretario generale di Asia, però, rispedisce al mittente le accuse: "L'azienda non ha nel contratto di servizio le sepolture". Proclamato lo stato d'agitazione

Le bare accatastate al cimitero dei Rotoli

L’emergenza al cimitero dei Rotoli ha acceso i riflettori sull’inefficienza della macchina comunale, tra lockdown, questioni tecniche e dipendenti che, come dichiarato dal sindaco Leoluca Orlando, "remano contro". Ma il "gioco" dello scaricabarile non è stato digerito dai lavoratori della Reset, contro i quali - non tutti evidentemente - Orlando ha puntato il dito. "Ognuno deve assumersi le responsabilità rispetto a quello che fa, in primis il sindaco, come lo stesso ha ben ribadito" afferma Salvo Barone, segretario generale del sindacato Asia.

Il problema al centro dello scontro tra Amministrazione e sindacato riguarda le centinaia di bare accatastate nel camposanto, che hanno costretto l’assessore Roberto D’Agostino a prendere un impegno con la città per risolvere la questione entro settembre. Dopo la "promessa" di D'Agostino, che ha legato il suo mandato alla risoluzione dell'emergenza, è arrivato il duro attacco del sindaco alla Reset. "Apprendiamo con stupore e tanto dispiacere  - dice Barfone - delle dichiarazioni rese alla stampa in merito alla palese situazione deplorevole delle salme a deposito al cimitero dei Rotoli".

salvo Barone-2"Innegabile - aggiunge Barone (foto allegata) - che si tratti di una vergogna, di un inaccettabile disagio, che ci sia stato un cattivo funzionamento della macchina comunale e che episodi al vaglio della magistratura e le restrizioni a seguito del contenimento del Coronavirus abbiano condizionato negativamente l’operatività. E' bene sottolineare che allo stato attuale la Reset non ha nel contratto di servizio, il seppellimento diretto bensì è previsto un numero di ‘manutentori’ che, coordinati dai dipendenti comunali, dovrebbero collaborare alle operazioni di seppellimento".

Anche l'assessore, sottolinea Barone, ha dettato tempi e quantità di operazioni che avrebbero portato a circa 200 sepolture da quella data ad oggi. "In realtà ne sono state effettuate solo 9. Certo - prosegue il sindacalista - la situazione non è facile né è facile trovare una soluzione definitiva, ma non accettiamo il gioco dello scaricabarile. Dire che le colpe sono della Reset e dei suoi lavoratori non corrisponde alla realtà, poiché tutte le operatività dipendono dalle direttive dei comunali".

"Circa 700 ore mensili sono quelle effettuate in più rispetto a quanto previsto dal contratto di servizio e se qualcuno fa ostruzionismo, non solo deve essere rimosso dal cimitero ma di certo - conclude  Barone - deve essere anche sottoposto a provvedimento disciplinare. Se però tutto questo è solo frutto di un chiacchiericcio sterile, caratteristico dei momenti di difficoltà, qualcuno deve chiedere scusa ai dipendenti Reset che lavorano al cimitero, non solo per le condizioni in cui lavorano, per la misera retribuzione che percepiscono, ma anche per le offese continue che ricevono che, fino a ieri, erano solo ‘giustificate’ dell'utenza e che oggi vedano anche l'amministrazione prenderli come bersaglio".

Alla luce di queste considerazioni il sindacato Asia ha annunciato l’intenzione di chiedere al sindaco e all'assessore un incontro per entrare nel merito delle discussioni esposte, per attivarsi nel comprendere a chi addossare tutte le reali responsabilità. Contestualmente viene proclamato lo stato di agitazione di tutti i dipendenti in questione.

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