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Bare accatastate in deposito ai Rotoli (foto archivio)

Bare accatastate in deposito ai Rotoli (foto archivio)

L'emergenza cimiteri e i fallimenti del Comune, Orlando al Consiglio: "Ne rispondo io"

Nella relazione illustrata all'Aula, il sindaco ha prospettato un'intesa coi privati di Sant'Orsola per avere 4 mila loculi. Ad oggi restano sulla carta i vari interventi previsti e vane le ordinanze emanate. Intanto le bare in deposito sono 658 e col Covid i morti sono aumentati del 60%

Sono risultati un vero e proprio fallimento gli interventi sin qui messi in atto dall'amministrazione Orlando e dal sindaco in persona per fronteggiare l'emergenza sepolture nei cimiteri. Un'emergenza ormai cronica, senza fine, destinata a peggiorare con l'impennata dei casi di Covid. Senza soluzioni immediate, come si evince dai tanti verbi al futuro contenuti nella relazione illustrata ieri dal sindaco Leoluca Orlando in Consiglio comunale.

Impennata dei casi di Covid e ai Rotoli salgono le bare in deposito 

L'Aula oggi proseguirà la seduta dedicata ai cimiteri, ma è bastato il dibattito di ieri per tracciare un bilancio negativo. Con annesse accuse di scarsa incisività da parte dei consiglieri d'opposizione al sindaco. Che quanto meno ci ha messo la faccia. "L'emergenza è gravissima e ne rispondo io" ha detto Orlando, che ha letto una relazione all'Aula per spiegare cosa ha fatto da quando, a luglio, ha trattenuto la delega ai Cimiteri surrogando direttamente il dimissionario assessore Roberto D'Agostino.

"Ho ritenuto di fare un quadro completo di quanto fatto e quanto programmato - ha spiegato il sindaco - informando doverosamente il Consiglio comunale per primo, degli importanti sviluppi per una soluzione definitiva dell'attuale situazione di criticità, della quale ancora una volta credo corretto scusarmi con i parenti dei defunti. La relazione ha mostrato il grande lavoro fatto in questi mesi ma anche le gravi criticità di tipo strutturale ed anche legate a interessi privati e criminali. Confido nella collaborazione del Consiglio comunale perché si possa presto e definitivamente risolvere la situazione serenità ai defunti e alle loro famiglie".

Gli "importanti sviluppi per una soluzione definitiva dell'attuale situazione di criticità", come li ha definiti Orlando, sono però riposti in un accordo - ancora da mettere nero su bianco - con il cimitero privato di Sant'Orsola, gestito dalla fondazione Santo Spirito, che potrebbe (il condizionale è d'obbligo) concedere al Comune 4-5 mila loculi per seppellire i morti di Palermo. 

Morti che non riescono ad avere pace né una degna sepoltura, con le bare che restano accatastate in deposito. Ce ne sono 658 al momento: una cifra record. Ai Rotoli di spazio non ce n'è più. Qualche area supplemntare si potrebbe ricavare al cimitero dei Cappuccini, ma sono ancora in corso le pratiche urbanistiche. Il nuovo cimitero di Ciaculli è una chimera. Il presidente del Consiglio comunale, Totò Orlando, ha messo il dito nella piaga, ricordando che l'attuale forno crematorio dei Rotoli è ancora guasto; per non parlare di quello nuovo, inserito nel Piano triennale delle Opere pubbliche del 2016 e finanziato con un mutuo da 2,5 milioni, che dopo quasi 5 anni manca ancora della progettazione.  

Il presidente del Consiglio ha chiesto anche l'intervento della Ragioneria generale, per capire se i 3,5 milioni destinati ai cimiteri nel bilancio 2020 possano essere utilizzati subito, anche senza il previsionale 2021. "L'unica prospettiva - ha commentato Totò Orlando - è che le bare aumenteranno". Un'emergenza aggravata dal Coronavirus: ogni settimana al cimitero arrivano almeno 50 morti, con il numero dei decessi che nell'ultimo periodo è aumentato del 60% rispetto a un anno fa.

Eppure la carenza di loculi e sepolture è antecedente al Covid. Ha contrassegnato gran parte dell'ultimo doppio mandato del sindaco Orlando, che non è riuscito a dare risposte concrete. Sì, è vero che le inchieste sui furbetti del cartellino e sulla presune mazzette al cimitero hanno reso tutto più difficile; ma i progetti per uscire dall'emergenza sono rimasti sulla carta o non hanno prodotto risultati. Il motivo? I soldi scarseggiano, tecnici e burocrati sono lenti, manca la programmazione e l'organizzazione del lavoro lascia a desiderare, quando non è condizionata da anomalie o condotte illecite. Tutte criticità che chiamano in causa anche responsabilità politiche.

Le cinque ordinanze adottate in questi mesi dal sindaco non hanno invertito il trend. Solo 16 famiglie hanno scelto di cremare il caro estinto al forno crematorio di Messina, usufruendo del trasporto gratuito; vano è stato il tentativo del Comune di riprendersi le tombe private non utilizzate da più di 50 anni; così come la semplificazione delle procedure di estumulazione introducendo un avviso pubblico per i familiari dei defunti tumulati in loculi, la cui concessione risultava scaduta per il decorso dei 30 anni. 

Orlando ha ripetuto che il Comune sta tentando d'installare ai Rotoli 400 loculi fuori terra. Passerà del tempo però, perché 60 non sono ancora arrivati malgrado l'ordine effettuato e gli altri 340 non possono essere acquistati per mancanza di soldi. Si dovrà fare ricorso al prelievo dal fondo di riserva. Infine, come se non bastasse, va completato il progetto per realizzare altri 1.800 loculi ai Rotoli. Intanto, i morti restano in deposito. 

Le reazioni

"Chiediamo al sindaco Orlando e alla Giunta - dice il consigliere Toni Sala (Avanti Insieme), componente della commissione Bilancio - di approvare subito il bilancio di previsione 2021 e di inviarlo immediatamente al Consiglio comunale, visto che si tratta dell'atto necessario a rendere utilizzabili i 3,5 milioni di euro dell'avanzo vincolato destinati all'emergenza cimiteri in occasione del bilancio 2020. Un principio ribadito oggi in Aula dalla Ragioneria generale e che rappresenta l'unico modo per tamponare un'emergenza ormai insostenibile per la città. Dal dibattito sul tema cimiteri è emerso il ruolo di un Consiglio che nei fatti si sta sostituendo alla Giunta facendo ciò che avrebbero dovuto fare gli assessori, ascoltando i dirigenti e provando a individuare soluzioni e interventi. Un'attività necessaria, vista l'assenza di un assessore che si occupi solo di questo o di un coordinamento degli uffici: onere che non può certo gravare sul sindaco, già oberato di impegni, ma che avrebbe chiesto ben altro impegno da parte degli altri componenti della Giunta. E' evidente che la nomina dell'assessore mancante dovrà essere l'occasione per una messa a punto dell'intera Giunta: se qualcuno è stanco o svogliato, si faccia da parte e consenta a questa amministrazione di lavorare in modo pieno ed efficace in questo ultimo anno che ci separa dalle elezioni".

"I cimiteri palermitani - dichiara Katia Orlando, consigliere di Sinistra Comune - devono cambiare modalità di funzionamento: da luogo di accumulo a struttura di rotazione delle salme. Bisogna inoltre avviare le procedure per istituire un cimitero consortile metropolitano, coinvolgendo i Comuni della provincia e il cimitero privato di Sant'Orsola. Infine, è importante promuovere e diffondere la cultura della cremazione. Queste sono tre proposte concrete per dare risposta all'emergenza e per evitare il ripetersi della ciclicità dell'emergenza".

Igor Gelarda, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, interviene sui ritardi nell'iter per la realizzazione del nuovo forno crematorio. "Dopo 5 anni è appena partita la fase di progettazione. Non sappiamo cosa sia accaduto in questi anni, ma solo nel 2019 il progetto è ripartito con l'affidamento ad un nuovo responsabile. I lavori di progettazione sono stato affidati ad una ditta di Rimini, che a breve presenterà il progetto. Ci vorrà almeno un anno e mezzo per concludere le fasi amministrative e progettuali, e almeno un altro anno e mezzo per la realizzazione dei lavori. Se tutto dovesse andare bene il forno sarà pronto nel 2024, 9 anni dopo la sua programmazione. A tutto questo si aggiunge che i Rotoli non sono forniti di impianto fognario. Pertanto il nuovo forno sarà collegato ad una fossa imhoff, che avrà un costo ulteriore sia di realizzazione e di digestione. In una città normale il sindaco si sarebbe dimesso per un ritardo del genere, mentre Orlando preferisce tacere". 

"Un crescendo di numeri per raccontare in sintesi la triste situazione dei cimiteri a Palermo: 1 è l'assessore che si è dimesso; 5 sono le ordinanze firmate dal sindaco che non hanno risolto il problema; 38 il numero dei dipendenti comunali sospesi perché arrestati o indagati; 5000 sono i nuovi posti che deriverebbero dall'asso nella manica del sindaco, un accordo, ancora tutto da scrivere, con il cimitero di Sant’Orsola; 5 milioni sono le risorse per la progettazione del nuovo cimitero di Ciaculli, che però non sono sufficienti; quasi 700 è il numero dei corpi di uomini e donne in attesa di trovare una giusta sepoltura. Ah, dimenticavo e non chiamatela emergenza!".

Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliera comunale della Legae cofondatrice del movimento "Cambiamo la Sicilia", che prosegue: "Quello di Orlando, ieri in Aula sul tema dei cimiteri è stato un intervento del tutto intempestivo. La città aspetta soluzioni. Sapere dalla viva voce del sindaco che sono state prodotte ben 5 ordinanze che non hanno però risolto il problema, anzi lo hanno forse peggiorato e che il Professore si considera il vero responsabile, non consola affatto i palermitani. Non può bastare una misera relazione letta con sufficienza di fronte ad un'Aula ed una città che invece merita risposte concrete e di civiltà. Le stesse risposte che consentano ai nostri defunti di avere un sereno riposo non sotto una pensilina o, peggio ancora, in una bara che galleggia fra i rifiuti".

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