Cronaca Zisa / Via Giovanni Maurigi

Emergenza casa, Confedilizia contro i Comuni: "Drammatizzano il problema"

Da parte dei proprietari di immobili un appello "alle forze politiche locali affinché il problema abitativo venga finalmente affrontato con lungimiranza e senza spreco di risorse pubbliche, rifiutando qualsiasi normativa vincolistica"

Un intervento del Comune per una "gestione oculata delle case popolari" e una "riduzione delle imposte sugli immobili privati affittati". E' quanto chiede Confedilizia Palermo in merito all'emergenza abitativa che sta investendo la città complice anche la crisi economica.

"Confedilizia Palermo - si legge in una nota - esprime la forte preoccupazione dei proprietari di casa per le richieste, provenienti da più parti, di ripristinare il blocco degli sfratti che il Governo – ponendo fine a una ridicola e accidiosa liturgia – ha deciso di non confermare, evitando di scaricare sui proprietari di casa un problema che sono in primo luogo i Comuni a dover risolvere, unitamente ad una gestione oculata delle case popolari e ad una riduzione delle imposte sugli immobili privati affittati. Quella del Governo è una decisione che – se sarà tenuta ferma e non sarà rovinata dai prefetti – conseguirà importanti risultati sul piano del ristabilimento della fiducia".

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"I Comuni – secondo l'associazione - drammatizzano il problema degli sfratti per avere più soldi dallo Stato, attraverso i trasferimenti, e dai contribuenti, attraverso le tasse locali. Il richiesto blocco degli sfratti – che sarebbe del tutto incostituzionale – mette tranquille la loro coscienza e la loro neghittosità, o incapacità, a provvedere. E il malgoverno clientelare dell’edilizia pubblica, così, continua. Mentre strumenti previsti dalla legge sin dal 1998 – come la possibilità per gli enti locali di prendere in locazione immobili da privati, al fine di assegnarli a famiglie disagiate – continuano a non essere presi in considerazione".

Da qui l'appello "alle forze politiche locali, di maggioranza e di opposizione, affinché il problema della casa venga finalmente affrontato con lungimiranza e senza spreco di risorse pubbliche, rifiutando qualsiasi normativa vincolistica, sempre fallita, e dando finalmente ossigeno ai proprietari che locano, incentivando in particolare i contratti concordati, a canone calmierato".

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