Quando la casa è una chimera: 3 mila famiglie vivono in emergenza abitativa

Dopo il lockdown la situazione si è aggravata: cresce il disagio tra le fasce più deboli della popolazione. L'appello della Cisl: "Serve un'offerta adeguata di abitazioni per chi ha un reddito basso e non riesce a pagare l'affitto"

A Palermo sono circa 3 mila le famiglie che vivono in emergenza abitativa, 300 le persone in gravissima emergenza (i cosiddetti senzatetto), 2.500 sono invece i nuclei con redditi bassi, saltuari, con lavoratori in cassa integrazione, disoccupati che vivono alla giornata. Per non parlare degli sfrattati: secondo gli ultimi dati a disposizione, le sentenze per morosità a Palermo sono state 1.193. 

Avere una casa, poterla pagare tutti i mesi, resta in molti casi una vera e propria chimera, soprattutto dopo il lockdown. L’emergenza abitativa è stata al centro dell’incontro "Emergenza casa, quali diritti e opportunità nelle politiche abitative dei nostri Comuni", organizzato dalla Cisl. Ad aprire il dibattito il segretario Leonardo La Piana: "La crisi economica che ha investito i nostri territori, aggravata oggi dal post emergenza Covid - ha spiegato - ha acuito il disagio abitativo nelle nostre città. Sono tante le famiglie in difficoltà e sono cresciute le fasce più deboli della popolazione esposte alla povertà e all’emarginazione. Per questo siamo dell'idea che le istituzioni debbano approntare politiche abitative che rispondano a questa esigenza di famiglie, giovani e anziani ma puntando non solo a soddisfare bisogni abitativi ma inserendo questi interventi in un welfare sociale che pensi ad ogni aspetto della vita di chi vive in emergenza. Serve, dunque realizzare un’offerta adeguata di abitazioni che vada incontro a chi ha un reddito basso e non riesce a pagare un affitto, ma puntando anche sul concetto di inclusione sociale. Servono misure come il social housing quindi che prevedendo la collaborazione con i privati dà la possibilità ai comuni di realizzare abitazioni da affittare a prezzi bassi, consentendo allo stesso tempo al settore dell’edilizia di ripartire. Bisogna ristrutturare il patrimonio immobiliare abbandonato e le case ancora abitate ma a rischio crollo".

Secondo un recente censimento del Comune di Palermo, il 37% delle abitazioni sono costruzioni non ristrutturate da oltre 50 anni, 1.380 edifici sono risultati instabili e tra questi, 228 a rischio di cedimento strutturale. A Palermo e provincia sono 11.525 gli alloggi popolari, con un pagamento medio di affitto di 86 euro (da un minimo di 52 a un massimo di 208); mentre la morosità è del 42% che, verosimilmente, potrebbe subire un incremento nei prossimi mesi a causa delle condizioni economiche degli assegnatari.

La politica abitativa della locazione, nel palermitano, inoltre presenta grossi punti di criticità nonostante il canone di locazione abbia subito negli ultimi anni una riduzione del 15-20 % . "Riduzione che ha agevolato ma che non ha risolto la problematica del cosiddetto 'caro casa' che permane per effetto dell'aumentata povertà, disoccupazione e precarietà lavorativa - ha commentato Mario Bommarito segretario Sicet Cisl Palermo Trapani -. Purtroppo, da oltre venticinque anni lo Stato ha pressoché abbandonato la programmazione per il diritto alla casa, provvedendo, in alternativa, a finanziare l’erogazione di contributi per assistere le famiglie in gravi difficoltà alloggiative, che trovano quindi un temporaneo sollievo economico grazie all’erogazione di contributi nazionali come quello per l'integrazione all’affitto che il Comune ha finito di assegnare nel 2015, anche se in misura, per così dire, 'mortificante': in media di 32 euro all'anno".

"Stiamo lavorando intensamente sul fronte delle politiche abitative - ha spiegato Giuseppe Mattina, assessore comunale alla Cittadinanza solidale, Dignità dell’abitare, Edilizia Residenziale Popolare -, in questi giorni stiamo procedendo al pagamento dei contributi diretti per l’affitto per le famiglie in difficoltà attraverso i fondi del Pon Metro con i quali prevediamo la presa in carico da parte dell’Agenzia sociale per la casa di chi si trova in difficoltà, intervenendo dunque sui vari aspetti sociali che riguardano anche l’inclusione. Abbiamo anche pubblicato l’avviso per il contributo straordinario rivolto ai nuclei familiari che si trovano in stato di bisogno a causa dell'emergenza socio-assistenziale da Covid 19, da utilizzare per l'acquisto di beni di prima necessità o anche per il pagamento di mensilità di affitto arretrate e bollette".

Un tema caldo a Palermo è quello legato ai senzatetto. "Negli ultimi due anni abbiamo quadruplicato i posti nei centri di accoglienza a loro rivolti che sono aperti h 24. Stiamo assistendo una settantina di persone senza fissa dimora, che vivono per strada, e stiamo provando a fare per ognuno di loro progetti di presa in carico da parte dei nostri servizi sociale". Fra le altre iniziative del Comune, ha spiegato Mattina, anche "la promozione di forme sperimentali di 'abitare solidale' e di 'coabitazione' con l’intento di ottimizzare il patrimonio abitativo esistente attraverso un intervento sociale in grado di dare risposte concrete, anche se temporanee, al bisogno di un alloggio dignitoso. Da social housing ad affitti condivisi che saranno finanziati con i fondi Pon Metro ben 12 milioni di euro. E’ chiaro che rispetto al passato quando si procedeva alla costruzione di alloggi popolari nelle periferie, puntiamo più che altro sul recupero del patrimonio immobiliare pubblico o privato da acquisire per la ristrutturazione al fine di adibirlo ad abitazioni per le persone che si trova in emergenza abitativa. In questo modo si potrebbero recuperare edifici inutilizzati anche in quartieri centrali, e non più come in passato soltanto nelle periferie”.

A fare il punto dell’edilizia pubblica è stato Santo Ferro segretario generale Sicet Sicilia. “L’edilizia residenziale pubblica è ferma da anni, se si pensa che l’ultimo bando risale a circa 18 anni fa . Noi riteniamo che oggi, soprattutto dopo la crisi pandemica che ha aggravato le condizioni economiche dei nostri territori si debba pensare a una nuova politica della casa, ristrutturando edifici abbandonati per realizzare alloggi sociali a canone calmierato, che si trovano al centro della città, un posto dove rinascere e tornare a risollevarsi”. Sul fronte degli Iacp, Ferro ha aggiunto “purtroppo la Regione risulta inadempiente, dato che non ha ancora approvato la riforma degli Iacp, che ormai si trovano sempre di più in grande difficoltà economica a causa del mancato pagamento dei canoni degli alloggi popolari da parte delle famiglie in difficoltà”. 

Per Nino Falotico segretario generale Sicet nazionale, “le iniziative prese dal governo nazionale per aiutare gli inquilini che non riescono a pagare gli affitti sono positive ma ancora insufficienti: bisogna sostenere anche gli inquilini del settore privato dando incentivi fiscali ai proprietari; semplificare la burocrazia; velocizzare le risorse assegnate e integrarle di almeno altri 100 milioni". "Del resto - ha concluso Falotico - sono aumentate le richieste di aiuto da parte chi ha perso il lavoro durante l’emergenza Covid e non può permettersi di pagare l'affitto di casa o le bollette. Una crescita avvenuta soprattutto nelle sedi territoriali periferiche di alcune regioni: Campania, Sicilia, Toscana e Lombardia". Fra le richieste del Sicet nazionale quella di “costruire una grande coalizione sociale e istituzionale per spingere governo e parlamento a cambiare, ampliare l’offerta abitativa pubblica con una maggiore disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica; rifinanziare il fondo di sostegno agli affitti per aiutare le famiglie a rischio morosità. 
 

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