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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Lettera aperta

Emergenza casa, il Sunia scrive a Lagalla: "Confronto mai avviato a 183 giorni dalla sua proclamazione"

Il sindacato degli inquilini: "Tante tematiche non più derogabili: le oltre 8 mila famiglie di una graduatoria case popolari non più attuale, le 2.500 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa, le decine e decine di famiglie alle quali viene tolta la serenità con gli insistenti preavvisi di sfratti e sgomberi"

Lettera aperta del Sunia Palermo al sindaco Roberto Lagalla per richiamare l’attenzione sulle problematiche abitative. Il sindacato degli inquilini rinnova la sua offerta di collaborazione e annota che sono passati 183 giorni dalla proclamazione del primo cittadino e il sindaco, malgrado diverse richieste di collaborazione inoltrate, sin dal giorno della sua elezione, “non ha sentito l’esigenza di avviare questo confronto”.        

E nel frattempo l’emergenza casa si aggrava. Il Sunia, in questi mesi, ha avviato un’interlocuzione con l’assessora all'Emergenza abitativa Antonella Tirrito. Ma il confronto non è mai partito con gli altri assessori che detengono le deleghe del settore. "Hanno tenuto lo stesso atteggiamento del sindaco", scrive il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish .        

"E tra l’altro, non ci sembra di intravedere nelle attività svolte accenni a una visione sulla questione abitativa, nonostante la gravità di molti casi sicuramente a conoscenza del sindaco e della giunta – aggiunge nella lettera al sindaco Darwish –. Rivolgiamo la nostra sollecitazione consapevoli dell’urgenza di tante tematiche, non più derogabili. La nostra disponibilità al confronto riguarda  la situazione delle oltre 8 mila famiglie di una graduatoria case popolari non più attuale, le 2.500 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa, le decine e decine di famiglie alle quali viene tolta la serenità con gli insistenti preavvisi di sfratti e sgomberi".

"E ancora – aggiunge Darwish - vogliamo porre la vostra attenzione sulle centinaia di famiglie fantasma che attendono il riconoscimento della residenza anagrafica, senza la quale perdono diritti garantiti e sullo sblocco degli affitti per i precari, attraverso un fondo di garanzia nelle banche, per tutelare i proprietari dalle eventuali insolvenze all’affitto. Con questa lettera vogliamo riconfermare la richiesta di un confronto costruttivo per dare risposte serie alla città e ai cittadini".   

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