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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Emergenza casa, il sindacato degli inquilini: "Dare beni confiscati a chi non può pagare affitto"

Il segretario del Sunia Palermo, Zaher Darwish, ha scritto una lettera al prefetto Giuseppe Forlani e al presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando: "Assegnati ad associazioni ed enti 120 immobili. Non si è tenuto conto delle esigenze reali di chi non ha un tetto"

Puntare sui beni confiscati alla mafia e utilizzare le risorse immobiliari del Comune per venire incontro a chi non è in grado di pagare l'affitto. La richiesta arriva dal Sunia che si fa ancora una volta portavoce delle esigenze di una popolazione in emergenza abitativa in costante aumento. Secondo il sindacato degli inquilini le assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica sono insufficienti a contrastare l'emergenza casa. "Vorremmo ricordare che nella nostra città, la graduatoria delle case popolari – dichiara il segretario del Sunia Palermo, Zaher Darwish – risale al lontano 2004, con oltre 8 mila famiglie ancora iscritte in quella graduatoria, alle quali se ne aggiungono oltre 2000 in quella dell’emergenza abitativa. La gravissima crisi economica del nostro Paese, oggi aggravata dagli effetti della pandemia, ha avuto inevitabili riflessi sulla condizione abitativa. E questo - continua il segretario - impone l’adozione di provvedimenti condivisi e non più differibili”.
 
I numeri sono snocciolati da Darwish in una lettera inviata al prefetto Giuseppe Forlani e al presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando. “Anche il numero degli sfratti decretati dal Tribunale di Palermo - prosegue il segretario del Sunia - è in aumento e supera i 1.600 circa provvedimenti annuali limitati al momento, e fino al 30 giugno, dal blocco delle esecuzioni. Gli interventi economici, statali e regionali, per le esigue risorse previste, non sono in grado di fornire una concreta soluzione alla emergenza abitativa, sempre più pressante, anche per l’irrisorio numero di assegnazioni di immobili Erp. In tale contesto - aggiunge Darwish - occorre attivarsi e investire sulla casa ingenti risorse economiche programmando investimenti, con fondi statali ed europei, e riservare a fini abitativi ogni risorsa immobiliare nelle disponibilità della nostra amministrazione comunale”. 

Infine il segretario si concentra sulle modifiche recentemente approvate al regolamento comunale per l'emergenza abitativa. “E' stata prevista l'equiparazione degli immobili confiscati alla mafia, destinati originariamente a soddisfare le esigenze delle fasce più deboli e disagiate della città, a quelli degli immobili di edilizia residenziale pubblica, immobili che sono destinati a chi, seppur vivendo un disagio economico, è nelle condizioni di pagare un canone sociale. Da una verifica sui dati pubblicati sul sito istituzionale del Comune, aggiornati al gennaio dell’anno scorso, risulterebbero assegnati ad associazioni ed enti 120 immobili confiscati, a fronte dei 159 immobili assegnati per finalità abitative. Segnale che non si è tenuto conto delle esigenze reali di chi non ha un tetto e non è nelle condizioni di trovarlo sul mercato”.

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