Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

L'altra faccia dell'emergenza abitativa: a Palermo 42 mila case sfitte

A fornire i dati è l'Ania, che assieme a Casa Mia e Fimaa ha aperto lo sportello casa del cittadino. L'alto tasso di povertà estromette ampie fasce di popolazione dal libero mercato. L'appello al Comune: "Servono politiche per raggiungere il pieno utilizzo degli alloggi"

Una protesta di senzatetto a Palermo

Boom di case sfitte in città: secondo i dati del sindacato inquilini Ania sono 42mila. E' l'altra faccia di una medaglia che vede Palermo alle prese con l'emergenza abitativa e 35mila famiglie sotto la soglia di povertà (126mila cittadini, corrispondenti al 18% della popolazione). Una condizione che estromette queste persone dal libero mercato della casa e non trova risposte nell'edilizia popolare: a Palermo infatti tutti gli alloggi Erp esistenti sono già assegnati oppure occupati da non aventi diritto ed eredi dell’assegnatario deceduto.

"Il quadro appena descritto e la mancanza di una strategia in grado di gestire questi numeri rischia di far scoppiare una guerra tra poveri per la conquista di un tetto a danno di altri cittadini che subiranno la violazione del diritto di proprietà". A lanciare l'allarme Ania, l'associazione dei proprietari Casa Mia e la Federazione degli agenti immobiliari (Fimaa) di Confcommercio, che hanno aperto lo sportello casa del cittadino. "Uno strumento utile alla soluzione di tutti i problemi che ruotano attorno all'abitazione - si legge in una nota - incluse le locazioni commerciali, altro terreno di notevole difficoltà normativa. Il cittadino da oggi potrà usufruire dello sportello casa per avere consulenze gratuite".

Il sodalizio tra sindacato inquilini, proprietari di casa e agenti immobiliari nasce con lo scopo di sollecitare "una politica della casa che permetta di raggiungere il pieno utilizzo degli alloggi disponibili e la ristrutturazione di interi isolati abbandonati o pericolanti nel centro storico. Interventi mirati a dare una risposta ai nuclei familiari sfrattati e senza alcun alloggio che vivono in auto o all’addiaccio. Bisogna inoltre sfruttare la normativa sul social housing, importante strumento per facilitare l’accesso alla proprietà o alla locazione di abitazioni alle famiglie a basso reddito, alle giovani coppie a basso o monoreddito, agli anziani e immigrati regolari".

Suggerimenti per l'assessore alla Cittadinanza solidale, Giuseppe Mattina, che il cartello di associzioni chiede d'incontrare al più presto: "Vogliamo incontrarlo per discutere delle strategie che il Comune vuole mettere in campo per la soluzione dell’emergenza abitativa. Lo sviluppo economico della città si basa anche sull’incidenza dei costi delle locazioni dei locali commerciali e le trasformazioni sociali e demografiche possono variare positivamente se l’amministrazione cittadina usa con attenzione la leva fiscale sul mercato immobiliare. Prevedere degli incentivi per chi affitta in determinate aree cittadine permetterà di  indirizzare la crescita economica e sociale della città nelle diverse aree del territorio".    


 

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