Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Corso Umberto I

Cinisi, Ecopunto a rischio chiusura: l'Ato Palermo 1 non paga da 7 mesi

Il negozio, che si trova sul Corso Umberto, baratta con generi alimentari, prodotti della Cooperativa Liberambiente, e beni di prima necessità i rifiuti. Sono già stati ridotti gli orari di apertura

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Esiste solo da 8 mesi ma rischia già la chiusura. Si tratta dell'Ecopunto di Cinisi. Il negozio, che si trova sul Corso Umberto, scambia carta, cartone, alluminio e plastica con generi alimentari, prodotti della Cooperativa Liberambiente. L'Ato Palermo 1 (la società che gestisce la raccolta dei rifiuti in 12 comuni della provincia di Palermo, tra i quali rientra anche Cinisi) prende i rifiuti differenziati dai cittadini e li porta presso le piattaforme convenzionate per il riciclo. Questo servizio le viene retribuito e a 30 giorni dal pagamento la società dovrebbe pagare l'associazione Liberambiente, di cui l'Ecopunto fa parte, ma non lo fa. Così "la bottega del riciclo" che ha inaugurato a luglio 2011 potrebbe non rimanere aperta ancora per molto.  

Da qualche settimana sulla porta d'ingresso della struttura compare il seguente avviso: "Nonostante gli ottimi risultati raggiunti in questi 8 mesi di attività e la collaborazione preziosa di tutti i cittadini, ci troviamo costretti, nostro malgrado, a modificare gli orari di apertura, perchè continuare a svolgere un servizio senza ricevere alcun compenso non ci permette di migliorare, ma soprattutto non è dignitoso per qualsiasi lavoratore. Ci scusiamo per il disagio e chiediamo a tutti i nostri clienti di continuare ad avere fiducia in noi e sostenerci in quella che ormai è diventata una lotta quotidiana per mantenere efficiente il servizio di raccolta differenziata".  Purtroppo la riduzione dell'orario di lavoro potrebbe essere solo l'inizio della fine.  

"A breve - dichiara il titolare Fabio Di Pasquale a PalermoToday - potrei non avere i soldi per mandare avanti l'attività e sarò costretto a chiudere".  "Da quando l'associazione Liberambiente, di cui facciamo parte, ha firmato laecopuntoCinisi-2 convenzione con il Comune di Cinisi e con L'Ato Palermo 1, ovvero lo scorso 2 agosto - continua - non siamo mai stati pagati".   L'accordo stabilisce che l'Ato Palermo 1 mette a disposizioni dell'Ecopunto i suoi mezzi per trasportare i materiali da riciclare dal negozio alle piattaforme convenzionate con il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi). In cambio il Conai, in base alla quantità di materiali conferiti, paga l'Ato che poi dovrebbe, entro 30 giorni, pagare l'Ecopunto. 

"Ogni giorno vengono a prendere i materiali - ci spiega Di Pasquale - ma non pagano. Sappiamo con certezza che l'Ato è stata pagata per il servizio svolto ad agosto e settembre. Noi però non abbiamo ricevuto il pagamento che ci spetta".   "Chiudere sarebbe un vero peccato -  conclude il titolare dell'Ecopunto - perchè in soli 8 mesi abbiamo raccolto nel nostro database 1.400 schede". Questo vuol dire che a Cinisi ci sono altrettante famiglie che fanno la raccolta differenziata. La società l'Ato Palermo 1 ha i conti in rosso da mesi e da mesi a Cinisi è emergenza rifiuti. Questo non significa però che non debba saldare i debiti.

 

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