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Cronaca

Dubbi sull’identità del trafficante di esseri umani, disposta perizia fonica

L'eritreo estradato in Italia potrebbe essere Mered Tesfamarian, e non Mered Medhane Yehdego. Il procuratore capo di Palermo Lo Voi, però, ha precisato che tutte le fasi sono state "seguite e comunicate da Nca e Interopol"

Sospetti sull’identità dell’eritreo estradato in Italia e arrestato in quanto ritenuto uno dei più pericolosi trafficanti di essere umani in circolazione. E’ iniziato questa mattina, al carcere di Rebibbia (Roma), l’interrogatorio di Mered Medhane Yehdego. O almeno così si crede per il momento. A sollevare il dubbio la Bbc e altri media stranieri. La persona fermata, secondo alcune persone che si sono presentate quali amici e parenti, sarebbe Mered Tesfamarian.

La famiglia di Tesfamarian, che vive in Svezia, hanno nominato difensori Ivan Vaccari e sostituto processuale Michele Calantropo, oggi presenti all'esame del Gip nella capitale, nella speranza di chiarire la situazione. Gli elementi a carico di Yehdego sono soprattutto intercettazioni telefoniche: sui nastri è impressa la sua voce. Una delle prime richieste potrebbe essere una perizia fonica per incrociare le due voci.

Il soggetto estradato in Italia non avrebbe avuto documenti di riconoscimento. Ieri il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi aveva definito la vicenda "singolare" e annunciato "accertamenti", sottolineando ancora una volta che "la segnalazione del ricercato e il suo arresto, la consegna e l'estradizione ci sono stati comunicati in via ufficiale dal National Crime Agency inglese e dalle autorità sudanesi tramite l'Interpol”.

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