Cronaca Zen

Zen, in fondo alla botola una centrale della droga sotterranea: è accanto alla caserma dei carabinieri

Marijuana, cocaina, hashish: il deposito è stato scoperto all’interno di un cunicolo sotto un padiglione. E' uno dei retroscena emerso nelle pieghe dell'operazione Under Square. Nel mirino la famiglia Arizzi

Il loro obiettivo era quello di creare un impero. E per farlo non guardavano in faccia a nessuno. Neanche i carabinieri. Al punto che avevano costruito le loro "fortune" sotto una caserma. E' uno dei retroscena emerso nelle pieghe dell'operazione Under Square che oggi allo Zen ha "preso di mira" una famiglia, gli Arizzi, con l'accusa di "reato di detenzione illecita di ingenti quantità di stupefacenti".

"Ci andiamo con una pistola" | Droga allo Zen, le intercettazioni

Durante le loro indagini i militari dell'Arma - all’interno di un cunicolo sotto un padiglione dello Zen, di fianco alla caserma dei carabinieri - hanno individuato una botola ricavata sul pavimento di un vano condominiale, che formava, per l’appunto, un passaggio sotterraneo di collegamento con il locale dove erano custodite ben 20 piante di marijuana dall’altezza di un metro circa, con lampade e reattori, impianti di condizionamento ed aspirazione e tutto il materiale necessario per la coltivazione, oltre a 20 dosi di cocaina, circa 800 grammi di marijuana e quasi un chilo e 500 grammi di hashish. Ed è proprio dal rinvenimento di questa piantagione di marijuana che l’indagine prende il nome "Under Square".

La famiglia della droga allo Zen, scatta il blitz dei carabinieri

Riscontri ed attività tecnica hanno permesso di risalire alla paternità anche di questa quantità di sostanza stupefacente, di cui tutti i familiari parlavano, specie i due fratelli al fine di creare un “impero”, da cui trarne i profitti dopo la liberazione di Davide Arizzi, arrestato nell’aprile 2017 dopo una perquisizione in casa. Da lì i carabinieri hanno fatto partire le intercettazioni telefoniche e ambientali.

Ad aiutare i due fratelli Arizzi nell’attività di spaccio al dettaglio c’era Semire Ben Dhaou, 21enne. "Il giovane - dicono i carabinieri - era un fedele collaboratore della famiglia Arizzi, legato da un rapporto di amicizia con i due fratelli, che ha dato il suo contributo nella coltivazione della piantagione e nel confezionamento in dosi".

Con i sequestri di droga effettuati da parte dei carabinieri nell'aprile 2017 l’impero Arizzi ha iniziato la sua fase discendente. E proprio nell’ultima fase dell’attività è stata riscontrata la pianificazione di una rapina, da parte di Antony Arizzi, Semire Ben Dhaou e Giovanni Palazzolo, i quali, a causa della mancanza di denaro derivante dai numerosi sequestri operati, hanno pianificato di rapinare un centro scommesse a Balestrate. Rapina saltata grazie all’intervento dei carabinieri che avevano intercettato la pianificazione del blitz e preventivamente hanno proceduto a diverse perquisizioni domiciliari.

A Giovanni Palazzolo, 30enne, è stata applicata la misura provvisoria di sicurezza della libertà vigilata. "Questa misura - dicono i carabinieri - è stata disposta perché, essendo stata accertata la conclusione di un accordo per commettere una rapina, non punibile poiché non commessa, è stata accertata la pericolosità sociale della persona che, dopo aver individuato l’obiettivo, insieme agli altri indagati, ha abbandonato il proposito solo in vista di una migliore riorganizzazione".  

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