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Il tribunale di Palermo (foto archivio)

Il tribunale di Palermo (foto archivio)

Droga spedita via posta dalla Spagna, obbligo di dimora revocato per uno degli indagati

Così ha deciso il gip per Antonio Buccafusca. In sede di interrogatorio di garanzia il 32enne ha risposto a tutte le domande del giudice. L'operazione "Chorus-pacco regalo" di fine settembre ha portato all'arresto di 5 persone per traffico di stupefacenti

Revocato l’obbligo di dimora per uno degli indagati nell’inchiesta su "pacchi regalo" pieni di hashish spediti dalla Spagna a Palermo. Così ha deciso il gip del tribunale di Palermo Simone Alecci dopo l’istanza presentata dal legale di Antonio Buccafusca, 32 anni, che per gli inquirenti sarebbe coinvolto insieme ad altre otto persone in un traffico di stupefacenti. In 5 sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dallo stesso gip con l'accusa, a vario titolo, di avere ideato un sistema per fare arrivare la sostanza stupefacente dalla penisola iberica.

Le indagini coordinate dalla Procura di Palermo sono state condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria nell’ambito dell’operazione denominata "Chorus-pacco regalo". Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la droga veniva nascosta dentro altra merce da spedire tramite corrieri internazionali, come giocattoli, scarpe e altro ancora. Grazie all’apporto di un basista all'interno del centro di smistamento postale i pacchi venivano po affidati a chi avrebbe dovuto solamente recapitarli ai reali destinatari e non alle persone inesistenti indicate.

"In sede di interrogatorio di garanzia - scrive il gip - l’indagato, sciorinando una ricostruzione dei fatti non connotata da profili di inverosimiglianza, non ha affatto negato di aver viaggiato in compagnia di Gerardo Romano (pienamente implicato, invece, nelle dinamiche delittuose ampiamente scandagliate nel corso del titolo genetico), ma ha precisato di aver interloquito con quest’ultimo al solo scopo di concordare un passaggio per raggiungere l’aeroporto, specificando di aver trascorso con lui al più una serata in Spagna (senza essere al corrente delle operazioni di spedizione)".

Il quadro emerso dopo l’interrogatorio di garanzia, durante il quale l'indagato ha risposto a tutte le domande del giudice, "non vale a colorare in termini gravi l’assunto del suo contributo agevolatole all’importazione della sostanza stupefacente". Sulla scorta di queste e altre valutazioni il giudice ha quindi ordinato la revoca della misura cautelare nei confronti di Buccafusca.

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