Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Zen

La famiglia di spacciatori e la piantagione vicino alla caserma dello Zen: 4 condanne definitive

La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di Davide, Antonj, Carmelo e Chiara Giuseppa Arizzi, bloccati dai carabinieri a gennaio del 2018. In un cunicolo sotto uno dei padiglioni avevano allestito una coltivazione di marijuana e custodivano anche diversi chili di hashish

Incuranti di tutto pur di fare soldi a palate con lo spaccio e tanto da aver gestito una coltivazione di marijuana nel cunicolo di uno dei padiglioni dello Zen 2 vicinissimo alla caserma dei carabinieri del quartiere. Proprio i militari, però, a gennaio del 2018 con il blitz denominato non a caso "Under Square", avevano bloccato diversi componenti della famiglia Arizzi e sequestrato - oltre alla piantagione - diversi chili di "fumo", alcune centinaia di grammi di "erba" e anche un piccolo quantitativo di cocaina. Adesso per quattro imputati le condanne inflitte con il rito abbreviato diventano definitive: la Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i loro ricorsi.

Le intercettazioni: "Ci andiamo con la pistola e gliela infiliamo in bocca" | video

Nello specifico, Davide Arizzi deve scontare 6 anni di reclusione, Antonj Arizzi 6 anni e 2 mesi, Carmelo e Chiara Giuseppa Arizzi 4 anni a testa. La sentenza di primo grado, emessa dal gup Gioacchino Scaduto, era stata confermata in appello il 26 giugno dell'anno scorso e ha retto anche davanti alla terza sezione della Suprema Corte, presieduta da Elisabetta Rosi.

L'indagine dei carabinieri era stata coordinata dal sostituto procuratore Alfredo Gagliardi ed era partita da un pizzino che Davide Arizzi, arrestato in flagranza nel 2017, dunque prima degli altri suoi parenti, aveva cercato di fare arrivare al fratello Antonj attraverso la madre. La famiglia portava avanti la coltivazione e custodiva la droga sotto a uno dei palazzi dello Zen 2, nel quale fu scoperto anche un allaccio abusivo alla rete elettrica. In alcune intercettazioni in carcere, inoltre, Antonj Arizzi sosteneva che appena uscito avrebbe ripreso la sua attività.

Oltre alla detenzione di droga e allo spaccio, ad Antonj Arizzi è stato contestato anche di aver custodito 150 munizioni e un coltello a serramanico: pur di far ripartire gli affari, come emergeva dalle captazioni, il gruppo voleva mettere a segno una rapina a Balestrate. Proprio grazie alle intercettazioni, però, il colpo era stato sventato dai carabinieri.
 

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