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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Cruillas

Il pizzo imposto pure sullo smercio di droga: "Quello vuole 3 mila euro al mese per campare"

Il retroscena emerge dalle intercettazioni dell'operazione "Pandora" che ha portato a 31 arresti. Salvatore Paolo Cintura, al quale il gip ha deciso di non applicare la custodia cautelare, avrebbe preteso una tangente sullo spaccio che sarebbe avvenuto nella "sua" zona, tra il Cep e Cruillas

Il pizzo sullo smercio di droga. Qualcuno si sarebbe sporcato le mani acquistando piccoli o grandi carichi da rivendere e qualcun altro spacciando direttamente per strada. E poi ci sarebbe stato chi, come il "pacchione", avrebbe incassato soldi senza fare proprio niente, solo perché il business si sarebbe svolto nel "suo" territorio di competenza. I presunti taglieggiamenti emergono dalle intercettazioni dell'operazione Pandora dei carabinieri che lunedì scorso ha portato a 31 arresti. Uno degli indagati, Salvatore Paolo Cintura, 32 anni, soprannominato "Buddha" o "pacchione" appunto - al quale però il gip Fabio Pilato ha deciso di non applicare alcuna misura cautelare - avrebbe preteso 3 mila euro al mese sullo smercio di droga nella zona tra il Cep e Cruillas.

"Il pacchione mi ha dato l'ok"

Cintura, che è già stato condannato in primo grado proprio per traffico di droga, veniva tirato in ballo nelle intercettazioni da Antonino e Walter Pitasi, padre e figlio. I due ad un certo punto avrebbero deciso di mettersi in proprio e di staccarsi da Pietro Castrofilippo e discutevano del modo dicomunicargli la notizia, sentendosi però tranquilli perché "il pacchione (cioè Cintura, ndr) mi ha detto che se lo voglio fare lo faccio". 

"Ho troppi sbirri di sopra"

Il 29 novembre 2019 Antonino Pitasi diceva al figlio: "Se lavoriamo assieme, ora lo prendo e gli dico: 'Piè (Castrofilippo, ndr), io con lo steccato non ci posso combattere per ora, perché ho troppi sbirri di sopra, ti dà fastidio se per dire io prendo una panetta e la do una a Bartolo, una a Carmelo?', più tardi lo chiamo e mi ci vedo... Io con lo steccato non ci posso lavorare, almeno gli dico 'ti levo pure questo debito a te, io soldi che prendo li do a te'".

"Se lo voglio fare lo faccio"

Secondo il figlio Walter sarebbe stato sufficiente dire a Castrofilippo che avrebbero avuto il benestare da Cintura: "Tu non devi dirgli niente a Piero gliene do... 'Piè, io ho parlato con il pacchione, il pacchione mi ha detto che lui se lo voglio fare lo faccio'" e Antonino Pitasi conveniva: "Visto che mi ha detto a me se la sbriga lui (Cintura, ndr) qui dentro queste cose". Walter Pitasi rimarcava poi che Castrofilippo non avrebbe potuto opporsi: "Cosa ti fa la negativa, gli dici: 'Piero l'unica cosa che ti posso venire incontro è farti prendere il materiale, più di questo non posso fare, però tu devi farmi guadagnare mille euro a me, duemila euro a me'".

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"Gli ha chiesto tremila euro al mese"

E' nel passaggio successivo che emergerebbe il presunto pizzo imposto dal "pacchione", che avrebbe obbligato Castrofilippo a versargli tremila euro al mese, come "tassa" sullo smercio di droga. A parlare era Walter Pitasi, che spiegava al padre: "Tipo prendono venti chili di materiale, guadagnano diecimila euro e se li dividono, i tremila euro che avevano domandato a Piero, glieli aveva domandati lui al mese per campare, aveva imposto il pizzo".

Il gip: "Posizione di influenza nella piazza di spaccio"

Per il gip, che in buona parte ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca, le conversazioni sono "dimostrative della posizione di influenza rivestita da Salvatore Paolo Cintura nella piazza di spaccio dove operavano gli altri indagati su cui Cintura imponeva le proprie determinazioni", ma "manca la prova di un'azione comune in vista del raggiungimento di uno scopo unitario". Al contrario, secondo il giudice, le intercettazioni danno prova della "capacità di imposizione" di Cintura, tanto che sarebbe giunto "a porre in essere quasi dei taglieggiamenti nei confronti degli altri trafficanti operanti nella medesima zona".

"Due o tre panette al giorno sono 200 euro a panetta"

I contatti tra Antonino Pitasi e Cintura, peraltro, emergerebbero anche da un'altra conversazione, captata dai carabinieri il 6 novembre 2019, in cui il primo sosteneva di aver arruolato per lo spaccio una persona vicina a "Buddha": "Già ho annagghiato il ragazzino del Buddha e a Salvatore. Buono che mi levo due o tre panette al giorno? Ci guadagno 200 euro a panetta. Sono 600 euro e 50 grammi di erba al giorno. E guadagno altre 200 euro!".

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