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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca Libertà / Via della Libertà

Lo chef di Villa Zito indagato per smercio di cocaina, il Riesame attenua la misura cautelare

I giudici hanno deciso di eliminare l'obbligo di dimora per Mario Di Ferro, mantenendo solo quello di presentazione alla polizia giudiziaria. L'uomo era stato individuato all'inizio di aprile dopo aver ceduto tre grammi di droga in cambio di 300 euro all'ex capo della segreteria tecnica dell'Ars, Giovanni Migliorisi

Niente più obbligo di dimora a Palermo, ma resta quello di presentazione alla polizia giudiziaria. Questo ha deciso nei giorni scorsi il tribunale del Riesame per il noto chef e gestore di Villa Zito, Mario Di Ferro, 57 anni, che all'inizio di aprile era stato sorpreso dopo aver consegnato tre grammi di cocaina in cambio di 300 euro a Giancarlo Migliorisi, ex capo della segreteria tecnica della presidenza dell'Ars.

I giudici hanno quindi deciso di allentare ulteriormente la custodia cautelare per Di Ferro: già il gip Ermelinda Marfia, durante l'udienza di convalida, aveva deciso di non confermare gli arresti domiciliari come disposti dalla Procura.

"Ha spacciato cocaina", indagato lo chef di Villa Zito

L'inchiesta è certamente molto più vasta e quello che è venuto fuori con la vicenda dello chef, che dovrebbe essere solo la punta di un iceberg, ma su tutto il resto al momento non trapela nulla. Erano stati i poliziotti del Sisco e della squadra mobile a bloccare dopo il passaggio di droga Migliorisi. Messo alle strette dopo essere stato trovato con i tre grammi di cocaina, aveva ammesso di aver chiamato lo chef per chiedergli di prenotare un tavolo per tre persone. E anche altro. 

I due si sarebbero quindi incontrati per lo scambio, che i poliziotti avevano monitorato. In seconda battuta gli investigatori erano andati a casa di Di Ferro, dove questi era stato ritrovato in possesso dei 300 euro e non aveva potuto che ammettere i fatti. Lo chef (che ora è difeso dall'avvocato Claudio Gallina Montana) si era detto dispiaciuto e aveva confermato di aver recuperato la droga per cederla ad un "conoscente", cioè Migliorisi, che dal suo canto ha rimarcato di non essere un consumatore abituale (per lui è prevista comunque soltanto una sanzione amministrativa).
 

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